Caso Lusi, la sinistra arrossisce per il “senatore 13 milioni”

Pubblicato il 31 Gennaio 2012 17:33 | Ultimo aggiornamento: 31 Gennaio 2012 20:40

Luigi Lusi (Lapresse)

ROMA – Se persino il solitamente composto Francesco Rutelli arriva a usare il termine “incazzati” per definire lo stato d’animo suo e degli ex-Margherita riguardo l’affaire Lusi, allora si capisce la portata del caso. Uno scandalo che fa arrossire la sinistra, un “buco” di 13 milioni, un’inchiesta della Guardia di Finanza, per l’accusa soldi sottratti dalle casse del partito per interessi e investimenti personali. Politicamente, un altro colpo dopo il caso Penati.

Un tesoretto da 13 milioni mette ora in imbarazzo non solo l’ex Margherita ma tutto il centrosinistra. Solo qualche mese fa la vicenda di Filippo Penati, uomo vicino a Bersani finito sotto inchiesta per le presunte tangenti della Milano-Serravalle. Ora il nome nuovo è quello di Luigi Lusi, oggi senatore Pd, tesoriere della Margherita al tempo dei fatti contestati. Indagato per appropriazione indebita, Lusi ha preferito confessare: si sarebbe appropriato del denaro attraverso decine di bonifici destinati a se stesso e a una società a lui riconducibile. Con questi soldi avrebbe acquistato una casa a Roma, in via Monserrato, e una villa a Genzano. Il resto del denaro sarebbe finito in Canada. Agli inquirenti avrebbe anche detto di voler patteggiare e di essere pronto a restituire la somma.

Troppo tardi, però, Il centrosinistra si ricompatta per qualche ora intorno a un diffuso senso di imbarazzo, di vergogna. A tradire gli animi in subbuglio è proprio la reazione di Rutelli: quell'”incazzati” è garanzia di flash sulle agenzie di stampa, di titoli nei siti, nei Tg della sera, nei quotidiani del giorno dopo. ”Siamo incazzati e addolorati”, è stata la reazione, a freddo, del leader Api. A freddo perché Rutelli ha dapprima diffuso un comunicato dai toni molto più soft nella giornata di martedì: ”Abbiamo appreso con sconcerto, alcuni giorni fa, che il Senatore Lusi aveva confessato innanzi all’autorità giudiziaria di essersi appropriato di ingenti somme di denaro di proprietà della Margherita-DL. La notizia è incredibile per la personalità di Lusi, che ha goduto della massima stima e fiducia degli organi del partito, anche concorrendo a fare della Margherita un raro caso di partito con bilanci sani e in attivo. Ciò ci ha indotto a dare corso immediato a tutte le azioni giudiziarie come parte offesa e ad attivare gli accertamenti necessari per la verifica delle modalità dell’ammanco. Lusi ha quindi dato le sue dimissioni da tesoriere della Margherita-DL ed ai magistrati procedenti ha manifestato la sua intenzione di restituire, in tempi brevissimi, le somme di cui si è appropriato e che sono nella sua disponibilità”.

“Sconcerto”, “incredibile”. Poi il caso deve aver cominciato a montare e la sensazione è che una generica presa di distanza non bastava. Bisognava usare toni forti. Il brevissimo comunicato di Rutelli continua così: ”La Margherita intende recuperare tutto il maltolto”. Subito dopo la precisazione: ”Lusi si è dimesso il 25 gennaio” e ”risulta abbia manifestato ai magistrati inquirenti la volontà di restituire immediatamente alla Margherita una parte importante delle somme di cui si è appropriato depositando una fideiussione”.

La vicenda ha suscitato anche l’interesse del Pd e del suo segretario. Lusi oggi è infatti senatore Pd. Bersani ha detto: ”Ci sono accertamenti in corso, noi non ne sapevamo niente e ora aspettiamo chiarezza. Se emergeranno responsabilità individuali, il Pd prenderà provvedimenti applicando le sue regole. Abbiamo organi che sono in grado di decidere i provvedimenti del caso”. Passa qualche ora e Anna Finocchiaro, capogruppo Pd al Senato, chiede le dimissioni di Lusi. Rosy Bindi aggiunge anche una battuta: “Non commento la casetta in Canadà”. Sarcastico Massimo D’Alema, che incontrando in Transatlantico l’ex tesoriere Ds Ugo Sposetti non risparmia una frecciatina agli ex compagni di partito: “Lusi ha comprato una casa in Canada, se non dici che hai almeno una casa in Siberia, con vista sulla Cina e sulla Russia, non ti guardiamo neanche in faccia”.