Luigi Lusi in carcere. Il Riesame conferma la custodia cautelare

Pubblicato il 24 Maggio 2012 18:47 | Ultimo aggiornamento: 24 Maggio 2012 19:00

ROMA, 24 MAG – Il tribunale del Riesame ha confermato la custodia cautelare in carcere per l’ex tesoriere della Margherita, Luigi Lusi. Respinta quindi l’istanza dei difensori con la quale si chiedeva la revoca o la modifica del provvedimento del gip del 3 maggio scorso. Lusi resta libero in attesa della pronuncia della giunta del senato.

Francesca Fiore, dal 2002 segretaria particolare dell’ex tesoriere della Margherita, ha detto: ”Fu Lusi a dirmi che era scoppiato un problema a seguito di ‘accordi saltati’. Mi disse che la vicenda riguardava case (di cui sino a quel momento non sapevo nulla) che lui aveva comprato su accordi con altri che ora si facevano indietro”.  La donna è stata ascoltata dai pm che conducono l’inchiesta sulla sottrazione di oltre 20 milioni di euro dalle casse del partito. L’atto istruttorio è stato depositato oggi al tribunale del riesame dai pubblici ministeri.

Fiore spiega, che Lusi le ”disse che sarebbe cominciata la guerra e che lui si sarebbe dimesso. Disse che era già venuto in Procura”. In relazione alla casa di via Monserrato, la segretaria ha sostenuto di non sapere che ”fosse un acquisto ” di Lusi ma che sapeva ”che la usava. Sapevo – ha aggiunto –  della casa di Genzano, che ho visto in occasione della festa di compleanno per i suoi cinquant’anni. A questa festa non c’erano politici, ma solo gli amici e i parenti”.

Riferendosi allo stile di vita dell’ex tesoriere la sua segretaria particolare ha affermato: ”aveva sempre condotto una vita díspendiosa e diceva che gli accordi erano che lui poteva farsi rimborsare spese molto cospicue perché non era prevista retribuzione per una attività delicata quale quella del tesoriere ”.

Fatture “riviste”. ”Non mi occupavo di contabilità. Negli ultimi due anni mi iniziò a passare alcune fatture che dovevano essere “riviste” da lui. Ad esempio verificava se l’iva veniva indicata al 20% o al 4% (che è l’aliquota per l’attività politica) o se era precisa l’indicazione. Era lo stesso Lusi a dare le indicazioni per le fatture che non andavano direttamente alla contabilita”’. Fiore, nel corso dell’atto istruttorio, ha consegnato anche una chiavetta Usb con gli estremi delle fatture ”riviste”.

”Tutto nasce – aggiunge – con le europee 2009, quando Lusi mi parlo’ della necessità di  trattare alcune spese distinguendole dal resto in quanto rimborsi della politica. Verso il 2010 o il 2011 Lusi mi disse che occorreva essere precisi anche nelle imputazioni delle fatture ai vari soggetti autorizzati a spendere, perché c’era un accordo per suddividere le spese in termini di 60/40. Non ricordo chi aveva il 60 e chi il 40 per cento”.