Luigi Lusi “pronto a cedere il patrimonio di Luigia Ltd alla Margherita”

Pubblicato il 15 Giugno 2012 17:25 | Ultimo aggiornamento: 15 Giugno 2012 18:07

ROMA – Luigi Lusi si dice pronto a cedere il capitale della Luigia Ltd alla Margherita. Lo fa con una lettera all’Assemblea Federale dell’Associazione politica ‘Democrazia è Libertà – La Margherita’ e al presidente dell’Assemblea Federale Enzo Bianco.

E’ scritto nella lettera del senatore Lusi: ”Nel ribadire nuovamente la piena e incondizionata disponibilità a procedere alla retrocessione dell’intero capitale della Luigia Ltd, in ogni caso, del patrimonio immobiliare di proprietà delle società controllate della medesima, si ritiene opportuno informare l’Assemblea che nel patrimonio di detta società vi sono beni immobili di rilevante pregio e valore i quali, nella manifesta e confermata volonta’ di immetterli nel pieno possesso del partito, sono stati liberati da vincoli di indisponibilità di qualsiasi genere”.

Nella lettera Lusi ricorda che ”con atto di diffida extra-giudiziale, notificato il 20 aprile 2012, rimasto privo di riscontro” lui e Giovanna Petricone, titolari del 100% delle quote della Luigia Ltd, ”convocavano il legale rappresentante di ‘Democrazia è Libertà – La Margherita’, a comparire il 26 aprile 2012, alle ore 19, dinanzi allo studio di un notaio in Roma, per l’acquisizione, previa sottoscrizione di idoneo atto pubblico, delle quote di detta società. A tale invito, replicavano congiuntamente i senatori Francesco Rutelli e Vincenzo Bianco e l’O.le Giampiero Bocci nella loro dichiarata veste di rappresentanti legali dei Dl, i quali, pur manifestando apparente interesse verso la menzionata rtetrocessione di beni in favore del partito, tuttavia rifiutavano l’offerta di sottoscrizione volta all’acquisizione”.

”Corre l’obbligo di significare ai componenti codesta On.Le Assemblea Federale – si legge nella lettera di Lusi – che le ragioni opposte alla retrocessione di detti beni venivano comunicate senza doverosa preventiva informazione ai componenti stessi dell’Assemblea e nella piena consapevolezza di assumere tale decisione in totale difetto dei poteri rappresentativi e deliberativi da essi collegialmente propalati dallo Statuto”.