Luigi Zanda: “Azzollini? Non mi pento della mail su libertà di coscienza”

di redazione Blitz
Pubblicato il 30 luglio 2015 13:12 | Ultimo aggiornamento: 30 luglio 2015 13:14
Luigi Zanda: "Azzollini? Non mi pento della mail su libertà di coscienza"

Luigi Zanda

ROMA – “Riscriverei la mail sulla libertà di coscienza tale e quale”. Lo ha detto il presidente dei senatori Pd, Luigi Zanda, in un’intervista al quotidiano la Repubblica all’indomani del voto in Senato sulla richiesta di arresto avanzata dalla Procura di Trani nei confronti di Antonio Azzollini, il parlamentare di Ncd indagato per la vicenda del crac della casa di cura “Divina Provvidenza”. La Giunta per le immunità aveva già detto sì all’arresto, poi l’Aula a scrutinio segreto lo ha salvato.

In una mail inviata ai senatori Pd, Zanda aveva dato indicazione di “votare secondo il proprio convincimento“, richiamando “in modo inequivoco il voto della Giunta che si era espressa per l’arresto” e invitandoli “alla lettura degli atti”. Mail di cui oggi afferma di non essere pentito.

In un’altra intervista all’Unità, Zanda ha ribadito: “Resto sempre sorpreso sulla capacità delle persone di esprimere opinioni nette sull’arresto o la libertà di una persona senza aver letto gli atti. Senza essere stati presenti al dibattito in aula. E senza, in questo caso, far parte del Senato dove, ricordo, c’è stata una riunione dell’ufficio di Presidenza del gruppo in cui si è a lungo dibattuto su cosa fare. Da qui l’indicazione di tener conto del voto della Giunta e di votare secondo il convincimento di ciascuno”. Il riferimento è alla posizione espressa da Debora Serracchiani, secondo cui occorre chiedere scusa per il voto a favore di Azzollini.

Zanda si è detto “contrario all’utilizzo del voto segreto, che nessuno di noi ha richiesto. Non è più uno strumento di garanzia delle libere opinioni e convincimenti diversi e quindi so che i senatori non hanno votato tutti allo stesso modo”. Il voto di ieri “è stato caratterizzato da una vasta trasversalità. Non è possibile fare un conto preciso su chi ha votato a favore e chi contro. So bene che nel Pd c’erano opinioni e convincimenti diversi e quindi so che i senatori non hanno votato tutti allo stesso modo”.

Alla domanda sul “ribaltamento tra la Giunta e l’aula“, risponde: “La giunta è un organo paragiurisdizionale e i suoi componenti hanno funzioni molto simili a quelle di una magistratura. L’aula è un’assise con natura diversa. Se il caso è complesso, se si decide sull’arresto di una persona, è necessario sollecitare i senatori ad informarsi. Leggere atti, partecipare al dibattito e farsi un loro convincimento. Fu data un’indicazione di voto precisa solo per il caso Lusi nei cui confronti però la responsabilità era acclarata”.

Il capogruppo del Pd al Senato sottolinea infine che “in tempi molto brevi Azzollini sarà giudicato dal suo giudice naturale ed è lì che dovrà provare la sua innocenza. Il Senato era chiamato a pronunciarsi sulla misura cautelare ed è solo su questo che si è espresso con la trasversalità che abbiamo detto”. “Non era in gioco la presunta colpevolezza di Azzollini ma solo il fumus persecutionis“.

Nega di aver mai parlato di Azzollini con Renzi e Lotti: “Era una decisione parlamentare, di cui io e il gruppo abbiamo la responsabilità”. E sulla nuova maggioranza Renzi-Verdini-Azzollini, risponde: “Stupidaggini ne sento tante, poche così grosse”.

Infine assicura: “Il Pd ha sempre avuto uno straordinario rispetto per le toghe, ne ha tutelato l’autonomia, e non cambierà linea”.  Il salvataggio dunque non va assolutamente letto come un segnale contro i giudici: “Il voto riguardava l’arresto preventivo di Azzollini e non il suo processo che farà la sua strada ed è lì che dovrà dimostrare se è innocente o colpevole”.