Lupi, chi dopo di lui? Interim Renzi, poi: Lotti, Cantone, Delrio, Guerra o Moretti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Marzo 2015 9:28 | Ultimo aggiornamento: 20 Marzo 2015 14:15
Lupi, chi dopo di lui? Interim Renzi, poi: Delrio, Lotti, Cantone, Guerra o Moretti

Lupi, chi dopo di lui? Interim Renzi, poi: Delrio, Lotti, Cantone, Guerra o Moretti

ROMA – Nel giorno delle dimissioni del ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, sono queste le ipotesi che circolano sulla sua sostituzione: nel futuro immediato, è certo un assunzione dell’incarico ad interim da parte del presidente del Consiglio Matteo Renzi; poi, quando nelle prossime settimane ci sarà un mini rimpasto di governo, al posto di Lupi potrebbe andare uno fra Luca Lotti, Raffaele Cantone, Graziano Delrio, Mauro Moretti o Andrea Guerra.

Il mini-rimpasto. Bisognerà compensare il Nuovo Centrodestra. Lupi ha rassegnato le dimissioni anche per non mettere in imbarazzo Renzi che avrebbe dovuto affrontare un voto non compatto del Pd sulla mozione di sfiducia al suo ministro presentata da M5S e Sel. Un favore che andrà ricambiato. Un elemento di spicco del partito di Alfano dovrà entrare nel governo. Si pensa a Renato Schifani o Gaetano Quagliariello. Quest’ultimo è in pole position e vuole la Pubblica Istruzione. Qui il risiko diventa complesso perché Stefania Giannini ha due argomenti forti per restare al suo posto: è entrata da poco nel Pd ed ha appena avviato il lavoro di riforma per la “buona scuola”.

Il ministero delle Infrastrutture, dei Porti e dei Trasporti. Nell’anno dell’Expo e di cantieri avviati in tutto il Paese, con grossi gruppi imprenditoriali impegnati nelle “grandi opere”, il ministro dei Lavori Pubblici è un ruolo delicatissimo: l’interim di Renzi sarà letterale (è un avverbio latino che significa “per ora, frattanto, nel frattempo”). Lui stesso da Bruxelles – dove è impegnato nel consiglio europeo – conferma che “appena rientro in Italia assumerò l’interim per qualche giorno” e che “Lunedì ho concordato un appuntamento con il Presidente della Repubblica, con cui mi confronterò come mi confronterò con Lupi e nei prossimi giorni prenderemo le decisioni richieste dalla Costituzione”.

Quindi gli scenari che si potrebbero aprire partono dallo “spacchettamento” del ministero. Si potrebbe dividere le Infrastrutture dai Porti e dai Trasporti, affidando uno dei due posti (più probabilmente il secondo) a uno di Ncd. Oppure si potrebbe lasciare alla presidenza del Consiglio la guida della struttura tecnica di missione (ruolo che era stato da decenni di Ercole Incalza). Il ministero, alleggerito dalle competenze, potrebbe essere affidato a un tecnico. Tommaso Ciriaco ed Emanuele Lauria su Repubblica:

A un nome magari di prestigio come quello di Raffaele Cantone, presidente dell’authority anticorruzione. Sarebbe una scelta di chiaro significato simbolico, una riposta mediatica all’allarme tangenti. Ma il magistrato dovrebbe dimettersi dall’attuale incarico dopo un solo anno dalla nomina. Circolano pure alcune possibili alternative: Mauro Moretti, amministratore delegato di Finmeccanica ed ex ad di Ferrovie, o Andrea Guerra, già al timone di Luxottica e oggi consulente di Palazzo Chigi.

Chi ha parlato con Renzi nelle ultime ore, però, non esclude affatto che il successore di Lupi sia alla fine di nuovo un politico. Un abituale frequentatore dell’inner circle del primo ministro: si fa il nome anche di Graziano Delrio, sottosegretario alla presidenza che lascerebbe così il posto al collega Luca Lotti. Ma non è escluso che lo stesso Lotti – che oggi presiede il Cipe – vada a sedersi sulla poltrona fino a oggi occupata da Lupi.

Più difficile, invece, la pista che porta al deputato David Ermini o a Debora Serracchiani: quest’ultima darebbe più peso alla componente rosa nel governo, ma dovrebbe abbandonare la guida della Regione Friuli a meno di due anni dall’elezione. E c’è chi, in nome del mantenimento degli equilibri interni al Pd, azzarda il nome di Matteo Mauri, che fu responsabile Infrastrutture della segreteria Bersani.

[…] In ogni caso il premier si presenterà al taglio del nastro per l’Expo da ministro delle Infrastrutture. Ma dopo le Regionali l’esecutivo avrà un aspetto differente. Non un Renzi-bis, ma una squadra che punta tutto (anche in termini d’immagine) sulla lotta al malaffare.