Lusi ruba, poi si pente “a metà”: frega 13 mln, ne ridarà solo 5 mln

Pubblicato il 1 Febbraio 2012 10:02 | Ultimo aggiornamento: 1 Febbraio 2012 10:03

ROMA – Il tesoriere dell’ex Margherita Luigi Lusi vuole patteggiare. Ma dei 13 milioni di euro sottratti al partito ed investiti in affari personali, è disposto a restituire solo 5 o 6 milioni di euro, meno della metà. Il resto dei 13 milioni sarebbe servito per pagare le tasse, una versione ancora da verificare. I soldi provengono dai rimborsi elettorali e dai versamenti del Partito democratico dopo la fusione, dunque in parte si tratta sicuramente di denaro pubblico. I magistrati stanno valutando il sequestro cautelativo dei beni immobili acquistati da Lusi con quanto sottratto. La sinistra è pronta a scaricare il Tesoriere Lusi, con un Francesco Rutelli che arriva a definire “incazzato” lo stato d’animo suo e degli altri esponenti dell’ex Margherita.

La Guardia di Finanza ha stabilito che in 3 anni la cifra trasferita dal conto corrente intestato a Democrazia e libertà alla società TTT srl è di 12 milioni 961 mila euro, per un totale di 90 bonifici. Di questi 1,9 milioni di euro sono stati spesi per un appartamento di lusso nel centro di Roma, in via Monserrato 24, mentre altri 4,7 milioni di euro sono finiti alla società Paradiso Immobiliare, attraverso il quale è stata acquistata una villa a Genzano, ai Castelli Romani. I 5 milioni che Lusi non vuole restituire sarebbero stati usati per pagare le imposte, ma non è chiaro se si tratti di imposte per il partito o per affari personali.

Lusi, che ha ammesso tutte le sue responsabilità durante l’interrogatorio, ha deciso di patteggiare la pena per il reato di appropriazione indebita restituendo i soldi. Titta Madia,legale di Francesco Rutelli e della Margherita, ha detto: “All’attività degli inquirenti si affiancherà una verifica che è stata già affidata alla società Kpmg specializzata nella revisione dei bilanci, proprio per accertare se Lusi possa aver compiuto altri illeciti. Vogliamo conoscere ogni esborso, compreso il pagamento delle fatture, per stabilire se siano state versate somme non dovute o se possano essere state effettuate operazioni coperte”.