Nuova memoria di Lusi: “Rutelli non dice la verità, stampa influenza i giudici”

Pubblicato il 31 Maggio 2012 11:24 | Ultimo aggiornamento: 31 Maggio 2012 13:03

ROMA – I finanziamenti alla Margherita nel 2009-2012 ”reiteratamente negati” risultano un ”fatto dimostrato e certo”. La condotta di Rutelli e’ stata ”strumentale per la negazione di una verita”’. Le sue dichiarazioni pubbliche una ”grave ingerenza” in valutazioni Pm. Lo si legge nella nuova memoria difensiva di Lusi.  L’ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi ha presentato ieri sera in Giunta una nuova memoria difensiva nella quale si difende da ogni accusa; spiega come contro di lui ci sia del ‘fumus persecutionis’, conferma quanto detto in precedenza sui finanziamenti alla Margherita, e afferma come le dichiarazioni rese ai magistrati dalla sua segretaria Francesca Fiore non facciano altro che confermare la sua versione dei fatti. ”Appare infatti di tutta evidenza come i finanziamenti erogati dal movimento ‘La Margherita’ nel periodo 2009-2012 – si legge nella memoria – pubblicamente e reiteratamente negati, anche attraverso la minaccia di azioni giudiziarie, risulti essere fatto certo e dimostrato”.  ”Il giudice ha affermato la sussistenza dell’esigenza cautelare attraverso il richiamo ad elementi di pura suggestione, individuando il ‘concreto pericolo’ nelle notizie di stampa”, ha aggiunto Lusi.

E ”appare indubbio – aggiunge Lusi – come la condotta avuta in merito a cio’ da parte del senatore Rutelli sia stata di assoluta gravita’ e strumentale per la negazione di una verita”’.  L’ex tesoriere, infatti, ricorda come il giorno dopo la pubblicazione su ‘L’Espresso’ (a marzo) di articoli riportanti i contributi erogati dalla Margherita in favore del Centro Futuro Sostenibile, Rutelli si sia ”finanche avventurato a presentare un esposto-denuncia nel quale veniva prospettato a carico del sottoscritto un’attivita’ di depistaggio e d’inquinamento probatorio, attivita’ prospettata nel provvedimento cautelare quali elementi giustificativi per l’adozione della misura”. Ma secondo Lusi, quanto sostenuto da Rutelli nel suo esposto non corrisponde ai fatti: ”La falsita’ di tale rappresentazione  sarebbe stata documentalmente dimostrata dal prospetto del rendiconto allegato al verbale della signora Fiore”, sottolinea.

Quindi, osserva: ”Appare di tutta evidenza come sia le dichiarazioni pubbliche rese da Rutelli, che, soprattutto, la presentazione di un esposto il cui contenuto ‘falso e calunnioso’ era ben noto allo stesso, hanno costituito, per le stesse motivazioni esposte nel provvedimento cautelare grave ingerenza nelle valutazioni dei pubblici ministeri e del giudice”. E dopo aver riportato brani dell’esposto di Rutelli, Lusi conclude come sia evidente ”la causale di natura quanto meno politica che indusse Rutelli, Bianco e Bocci a indirizzare alla Procura di Roma la nota dell’8 febbraio 2012 con la quale si chiedeva il ‘non sconfinamento dalle indagini’ e che ha indubbiamente ingerito sul corretto svolgimento delle stesse e sull’adozione di un provvedimento cautelare processualmente illegittimo, obiettivamente ingiusto e viziato da quei profili di fumus piu’ volte evidenziati”.  L’ex tesoriere spiega quindi di essere in attesa delle motivazioni che hanno portato il Tribunale di Roma a confermare l’ordinanza di custodia cautelare nei suoi confronti il 24 maggio scorso.

”Il giudice ha affermato la sussistenza dell’esigenza cautelare attraverso il richiamo ad elementi di pura suggestione, individuando il ‘concreto pericolo’ nelle notizie di stampa”. E’ quanto afferma l’ex tesoriere DL Lusi nella sua nuova memoria depositata in Giunta per le Autorizzazioni del Senato.

“Giudichiamo positivo che la Giunta abbia deciso di acquisire gli atti che sono stati depositati al tribunale del riesame di Roma per valutare appieno la posizione del senatore Luigi Lusi”. Lo affermano in una nota congiunta gli avvocati Luca Petrucci e Renato Archidiacono, difensori dell’ex tesoriere della Margherita”.    ”Da quella documentazione – concludono i due penalisti – non può non emergere quanto noi andiamo sostenendo da tempo e cioè che non c’erano e non ci sono in alcun modo gli elementi per poter chiedere l’arresto del nostro assistito”.