Luzzara, sindaco emette ordinanza anti-odio e poi… pubblica “tweet cattivi”

di redazione Blitz
Pubblicato il 7 gennaio 2019 8:50 | Ultimo aggiornamento: 7 gennaio 2019 9:05
Luzzara, sindaco emette ordinanza anti-odio e poi... pubblica "tweet cattivi"

Luzzara, sindaco emette ordinanza anti-odio e poi… pubblica “tweet cattivi”

ROMA – Con la sua ordinanza anti-cattiveria si era guadagnato attestati di stima in Italia e all’estero. Ma ora è lo stesso sindaco di Luzzara, Andrea Costa, a finire sotto accusa per aver violato il suo stesso provvedimento. La norma impone ai cittadini del borgo emiliano il divieto di “manifestare cattiveria, rancore o rabbia”. Nei giorni a cavallo del Natale però il primo cittadino è divenuto bersaglio politico dei 5 Stelle prima e della Lega poi per alcuni suoi tweet cattivi. 

Il 23 dicembre era stato lui stesso a definire su Twitter “pericolosi pagliacci” il premier Conte e i ministri Di Maio e Salvini, quest’ultimo bollato anche come “coglione pericoloso” in un cinguettio nel giorno di Santo Stefano. Per questo il gruppo dei consiglieri comunali M5s di Reggio Emilia è partito all’attacco, accusandolo di aver violato le regole da lui stesso poi estese. Il sindaco, hanno scritto, “è pregato di applicare su sé stesso l’ordinanza. Con il massimo della sanzione, visto che ne è l’estensore e ideatore come ha raccontato ai media locali. Poi lasci la politica”.

Non era stato più leggero Gianluca Vinci, parlamentare e segretario della Lega Emilia: “Leggete e fatevi due risate! Ma nel Pd reggiano che problemi hanno?”. Più tardi, lo stesso Salvini, non si è lasciato sfuggire l’occasione: “Un sindaco del Pd emette un’ordinanza per punire la violenza verbale, il rancore, la rabbia (e già qui…), nel frattempo mi dà pubblicamente del pagliaccio che punta all’infermità mentale e del coglione. Ma secondo voi questi cos’hanno nel cervello? E, soprattutto, quanto volontariato dovrà fare questo poveretto in base alla sua stessa ordinanza?”.

Nel frattempo però il sindaco Costa era già corso ai ripari autopunendosi. La sua ordinanza prevede sanzioni che vanno dalla visione di film come “La Vita è bella” o “Philadelphia” alla lettura di libri come “Se questo è un uomo” di Primo Levi o “Il razzismo spiegato a mia figlia”, o l’invito a visitare luoghi simbolo quali il campo di Fossoli e il museo Cervi, fino allo svolgimento di 10 ore di volontariato.

“Mi sto già imponendo alcune letture che male non fanno”, ha risposto il sindaco per redimersi. “È proprio perché il contesto è inquinato – ha aggiunto – che si rischia di ammalarsi. Ed è quello che stava capitando anche a me: da qui ho avvertito ancora di più l’urgenza di emettere quell’ordinanza. Che comunque colpisce l’esibizione di cattiveria, che è cosa ben diversa dall’esprimere una critica”.