M5S: 13 grandi opere da bloccare, la prima è la Brescia-Padova

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 luglio 2018 9:12 | Ultimo aggiornamento: 30 luglio 2018 9:12
M5S: 13 grandi opere da bloccare, la prima è la Brescia-Padova

M5S: 13 grandi opere da bloccare, la prima è la Brescia-Padova

ROMA – Non solo la Torino-Lione, l’alta velocità in Val Susa: i 5 Stelle si preparano a bloccare altre 12 opere, a cominciare dalla Brescia-Padova. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Sulle Grandi Opere, dalla Torino-Lione in giù, la posizione ufficiale del Movimento 5 Stelle è quella della riflessione, dell’analisi costi benefici, del controllo minuzioso della loro utilità e sostenibilità. Una posizione attendista obbligata per il capo politico Luigi Di Maio, stretto tra la volontà di assecondare una base elettorale No Tav che gli ha fatto vincere le elezioni e la necessità di non rompere con l’alleato di governo leghista.

Ma i 5 Stelle hanno individuato già 13 opere da bloccare, non è un segreto, stava nel programma elettorale, lo ha ribadito Michele Dell’Orco, non un militante qualunque visto che siede sulla poltrona di sottosegretario alle Infrastrutture. Intervistato da La Stampa, ha dichiarato che “nel nostro programma di governo del M5S avevamo individuato 13 grandi opere da bloccare e dubito che rimarremo con le mani in mano”.

La guerra alle Grandi Opere che i 5 Stelle giudicano inutili e costose è appunto una guerra di posizione, l’assalto alla Tav Torino-Lione non comincerà prima di novembre quando sarà completato il dossier, prima però si potrà sfruttare quella che può essere considerata la prova generale, ovvero il no a settembre alla Brescia-Padova. Entrambe le opere fanno parte del piano europeo che mira a portare l’alta velocità dal sud della Spagna all’Ucraina, il cosiddetto “Corridoio 5”, di cui uno snodo fondamentale è il tratto italiano che corre da Torino a Venezia.

I leghisti (a cominciare dai presidenti di Regione Zaia e Fontana) annunciano battaglia, loro le grandi opere le vogliono, tanto più che per la Brescia-Padova è stato appena stanziato il miliardo e rotti che finanzia il primo lotto con la firma del contratto che impegna Rete ferroviaria italiana e consorzio Cepav 2. Come per la Torino-Lione, tornare indietro costerebbe una montagna di soldi.

Per questo i 5 Stelle pubblicamente non parlano più di “bloccare” preferendo il più comodo “riflettere”. “Quando a settembre il dossier sarà pronto, saremo ancora in tempo per discutere e valutare se quest’opera è davvero utile alla comunità”, dice infatti Dell’Orco. Riflettere, discutere cifre e dati, ascoltare, nel vocabolario grillino sono i verbi da usare per dire no senza farlo troppo vedere.