M5s in Calabria: più redditi di cittadinanza distribuiti che voti ricevuti

di Riccardo Galli
Pubblicato il 28 Gennaio 2020 11:17 | Ultimo aggiornamento: 28 Gennaio 2020 11:32
M5s in Calabria dopo le Regionali 2020: più redditi di cittadinanza distribuiti che voti ricevuti

M5s in Calabria: più redditi di cittadinanza distribuiti che voti ricevuti (nella foto d’archivio Ansa, Di Maio presenta la card del reddito di cittadinanza)

REGGIO CALABRIA – L’attesa del piacere è essa stessa il piacere, recitava un vecchio slogan. E finita l’attesa è spesso una delusione quel che ci si ritrova in mano aggiungiamo noi. Deve essere andata più o meno così in Calabria dove, quando il Reddito di Cittadinanza era una promessa, i 5Stelle facevano il pieno di voti con percentuali bulgare e dove, oggi che il Reddito c’è e già si è passati all’incasso, i grillini prendono meno voti di quanti non sono gli assegni emessi.

Correva l’anno 2018 quando alle Politiche, in Calabria, i grillini collezionarono il 43,4 per cento dei voti. Allora il Reddito e la pensione di cittadinanza erano ancora una promessa. Una promessa attraente, capace di smuovere passioni e voti. Un anno dopo, alle Europee, una volta che il Reddito e la pensione di cittadinanza avevano iniziato a finire nelle tasche di chi ne aveva fatto richiesta, i calabresi mostrarono un primo raffreddamento del loro entusiasmo verso il Movimento: 26,7%.

Oggi, nell’urna delle Regionali, sono finite 48.784 schede con la croce sul simbolo dei 5Stelle, meno del 7% del totale. Ma anche meno, sensibilmente meno dei 69.837 nuclei familiari che percepiscono Reddito o pensione di cittadinanza. Differenza e distacco che diventano ancor più evidenti se si considera che quei 69mila e rotti nuclei coinvolgono oltre 170mila persone fisiche, minorenni non votanti inclusi. Più che raffreddato l’entusiasmo di due anni fa appare congelato, ibernato.

Non prendono nemmeno i voti di quelli cui hanno dato il reddito, è stato il commento di molti allo scorrere dei risultati. E se è vero quello che era stato sintetizzato nella formula ‘l’attesa del piacere’, cioè che in economia come e soprattutto in politica paga in termini di voti molto più l’aspettativa di un beneficio che non il beneficio stesso, ci sono altri elementi che conducono al risultato, percentualmente imbarazzante, dei grillini in Calabria.

E’ un fatto che un terzo di chi incassa l’assegno targato 5Stelle non abbia votato il Movimento, ma è anche un fatto, e lo certificano i numeri dell’Inps, che in Calabria ci sono 25mila domande respinte e 3mila 5cento ancora da evadere. Circa 30mila delusi da quella che ai loro occhi è probabilmente una promessa mancata. Come mancata è l’altra parte della promessa, quella che si poteva immaginare meno redditizia in termini elettorali ma forse così non era.

La ratio del Reddito, sbandierata e voluta dagli orfani di Luigi Di Maio, era quella di una misura assistenziale sì, ma non solo, legata alla volontà e alla possibilità di essere reinseriti nel mondo del lavoro. Ricordate quella storia per cui si perdeva il beneficio dell’assegno se si rifiutavano le proposte del lavoro che le agenzie per l’impiego avrebbero fornito? Magari qualcuno c’ha creduto e pensava che, dopo l’assegno, sarebbe arrivato il lavoro.

Ecco, questa è un’altra parte mancata, non mantenuta della promessa. Senza tener poi conto dello scenario politico generale, con le due maggioranze partorite dai grillini, la diaspora, le espulsioni, le polemiche e gli abbandoni che possono, al netto del reddito, deluso più di un elettore. Resta comunque notevole il tracollo dei 5Stelle e la differenza tra voti incassati e redditi erogati in Calabria. Nessuno, o forse pochi, avrebbero immaginto un risultato così netto. Ma come insegna la storia della politica italiana le promesse vanno fatte, non necessariamente mantenute. Non a caso per anni ed elezioni gli elettori di Forza Italia hanno aspettato il milione di posti di lavoro…