M5S e la battaglia per portare la Costa Concordia a Palermo

di Elisa D'Alto
Pubblicato il 12 Giugno 2013 16:31 | Ultimo aggiornamento: 12 Giugno 2013 16:32
M5S e la battaglia per portare la Costa Concordia a Palermo

M5S e la battaglia per portare la Costa Concordia a Palermo

ROMA – Portare la Costa Concordia a Palermo, per dare lavoro ai cantieri locali. I senatori del M5S hanno scelto una battaglia in cui impegnarsi, una battaglia pro-Sicilia. In cinque hanno firmato un ordine del giorno, approvato dal Senato, per impegnare il governo affinché scelga la struttura nazionale più idonea per demolire quel che resta della nave. Nella fattispecie, suggeriscono i grillini, Palermo sarebbe perfetta, nonostante sia facile immaginare quanto gravoso e complesso possa essere trasportare quell’enorme nave dalla Toscana alla Sicilia.

Il precedente governo Monti aveva spianato la strada a Piombino, con un decreto che stanziava 90 milioni, non foss’altro vista la prossimità geografica con l’Isola del Giglio dove il relitto ora si trova. Ma la battaglia non è facile: Piombino pare non abbia le caratteristiche giuste per ospitare la nave e il relitto fa gola. Darebbe lavoro a centinaia di persone per almeno due anni, ecco perché Piombino, Civitavecchia, La Spezia e ora anche Palermo si contendono quel che fu della nave di Schettino.

Il M5S non ci sta e promuove una mozione pro-Sicilia e contro la Toscana, ma anche contro il Lazio, visto che Civitavecchia poteva essere papabile almeno quanto Piombino. “Sarebbe una scelta folle ed antieconomica – dice il deputato regionale M5S Sergio Tancredi, primo firmatario di una mozione presentata all’Ars dai deputati regionali Cinque Stelle – per impegnare il governo regionale a mettere in pratica tutte le iniziative possibili per dirottare i lavori a Palermo, una delle poche strutture del Mediterraneo in grado di portarli a compimento”.

Il fatto è che Piombino, per adeguare i propri cantieri ad accogliere la nave, avrebbe bisogno di tempo e lavori. Nonché soldi, tanti soldi: secondo un articolo del Corriere della Sera di aprile scorso almeno 160 milioni. Ecco perché nella gara per accaparrarsi la Concordia si è affacciata anche Civitavecchia, con cantiere adeguato e non troppo lontana dal Giglio. E poi anche i cantieri liguri e siciliani. C’è  un “ma”: il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi si è impuntato, e non del tutto a torto: è la Toscana che ha avuto i maggiori danni dal relitto, in termini turistici e ambientali, quindi alla Toscana spetta lo smantellamento. Ma tutto resta sospeso, in attesa dell’impegno del governo sollecitato adesso anche dalla mozione pro-Sicilia del Movimento 5 Stelle.