M5s, doppio mandato tabù superato: oggi nei Comuni, domani in Parlamento?

di Alberto Francavilla
Pubblicato il 9 Giugno 2019 10:10 | Ultimo aggiornamento: 9 Giugno 2019 10:10
M5s, doppio mandato addio tabù superato: oggi nei Comuni, domani in Parlamento?

M5s, doppio mandato tabù superato: oggi nei Comuni, domani in Parlamento? (nella foto d’archivio Ansa, Beppe Grillo con Di Maio)

ROMA – Niente più limite del doppio mandato: quello che oggi varrà per sindaci e consiglieri comunali, domani potrebbe valere anche per deputati e senatori. M5s scardina uno dei propri principi basilari (il limite del doppio mandato serviva a evitare che gli eletti diventassero “politici di professione”, troppo attaccatti alla poltrona). E forse non è un caso che Di Maio lo abbia comunicato dopo aver visto Beppe Grillo, uno dei due guru del Movimento (l’altro è Casaleggio senior, che però oggi non c’è più), ultimamente messo un po’ da parte.

Di Maio spiega il cambio di linea in un post: “Oggi pomeriggio ci siamo incontrati con circa cento consiglieri comunali, municipali e di circoscrizione del M5S, uno per ogni provincia in rappresentanza di tutti gli altri. Abbiamo discusso della regola dei due mandati per i consiglieri comunali, municipali e di circoscrizione e siamo tutti d’accordo sul fatto che si può superare. Solo per loro, non per i consiglieri regionali e non per i parlamentari nazionali ed europei”.

Queste le parole di facciata, ma è bene ricordare che nel caso in cui ci sia una crisi di governo e si torni a elezioni a breve, la regola del doppio mandato metterebbe fuori gioco quasi tutti i “big” M5s: dallo stesso Di Maio a Fico, da Toninelli agli altri ministri Grillo, Fraccaro, Lezzi, Bonafede. L’unico volto noto da giocarsi sarebbe Di Battista, che si è tenuto fuori da questa seconda legislatura grillina.

Grillo quindi è tornato a chiamare Luigi Di Maio per discutere con lui sulla riorganizzazione del Movimento. Come ai vecchi tempi, quando per risolvere le questioni dei 5 Stelle il direttivo si riuniva nella casa del fondatore, Di Maio ha incontrato per un pranzo il Garante (questo ormai il suo ruolo ufficiale) nella sua villa di Marina di Bibbona.

L’incontro, scrive l’Ansa citando fonti del M5s, certifica il fatto che Di Maio è intenzionato ad andare avanti con la riorganizzazione e che di questo ha parlato con Beppe Grillo per sapere se andare avanti: “E Beppe è con Luigi”, assicurano le solite fonti. Quasi certamente il confronto avrà però riguardato anche le questioni poste da un eventuale rimpasto di governo che potrebbe comportare il sacrificio di alcuni ministri targati M5s.

Ma non si tratta solo della questione del rimpasto governativo: nel gruppo parlamentare ribolle lo scontento per l’operato di alcuni sottosegretari del Movimento. Nell’ultima assemblea congiunta alcuni deputati e senatori hanno sollevato la questione chiedendo di rispolverare la cosiddetta “graticola”, la pratica utilizzata all’inizio della scorsa legislatura per cooptare, dopo un fuoco di fila di domande, i profili migliori a cui affidare ruoli di responsabilità. In alternativa si è parlato anche di sottoporre all’esame dei parlamentari alcune “schede di valutazione” per giudicare sempre l’operato dei viceministri e sottosegretari.

Quale che sia la verifica verrà fatta subito: già nella prossima settimana. Nel mirino, tra i vari, ci sarebbe il lavoro giudicato in alcuni casi insufficiente o di cui si ha poca contezza di esponenti di governo come Carlo Sibilia agli Interni, Mattia Fantinati alla Pa, o il dimissionario Angelo Tofalo alla Difesa, Armando Bartolazzi alla Salute o Davide Crippa al Mise. (Fonte Ansa).