M5S, due espulsioni “per soldi”: Beppe Grillo comanda ma è quasi rivolta

redazione Blitz
Pubblicato il 27 Novembre 2014 16:41 | Ultimo aggiornamento: 27 Novembre 2014 19:30
M5S, due espulsioni "per soldi": Beppe Grillo comanda ma è quasi rivolta

M5S, due espulsioni “per soldi”: Beppe Grillo comanda ma è quasi rivolta

ROMA – La quasi rivolta del Movimento 5 Stelle può essere riassunta da un eloquente hashtag che gira su Twitter: #beppequestavoltnoncisto. Beppe stavolta non ci sto lo dicono più di qualche deputato e senatore M5S per come è stata trattata dal leader la vicenda dell’espulsione “per soldi” degli onorevoli grillini Paola Pinna e Massimo Artini.

I due sono finiti sotto accusa perché, è l’accusa rivolta loro da Grillo via blog, non avrebbero restituito pare del loro stipendio come invece prevede il regolamento del M5S. Grillo così scrive, mette i due nomi e cognomi, e invita i lettori a votare l’espulsione.

Non sarebbe la prima volta, d’altra parte. Ma stavolta succede altro: succede in prima battuta che i due epurandi si difendano con tanto di copia dei bonifici dalle accusa. Dicono Pinna e Artini che loro i soldi li hanno restituiti eccome e allegano materiale e documenti.

E passano al contrattacco: secondo loro Grillo così facendo non avrebbe rispettato il regolamento del Movimento visto che per Statuto prima delle espulsioni si riunisce l’assemblea. E allora, il sospetto: Grillo in realtà punta a cacciare due onorevoli scomodi e critici. Non rispettosi dei diktat del capo, anzi, fin troppo esuberanti nell’esprimere critiche al partito. Ecco una dichiarazione recente, post regionali, di Paola Pinna:

“Da interpreti della protesta e da unica alternativa credibile a un sistema corrotto e inefficace, dominato da un malaffare lontano dalle istanze dei cittadini, siamo diventati marginali sulla scena politica. Ci siamo auto-condannati all’esclusione rinunciando al nostro ruolo di innovatori, che è stato usurpato da chi oggi inneggia a un 2 a 0 che non c’è o da chi festeggia dicendo ‘ho fatto meglio dell’Umberto e anche del Silvio'”.

Le reazioni stavolta non si sono fatte attendere. Federico Pizzarotti, sindaco di Parma e in aperta rottura con Grillo da mesi, ha detto: “Spero che qualcuno riprenda lucidità e si fermi in tempo. Non ho sacrificato parte della mia vita per vedere accadere tutto questo”.

La deputata M5s Patrizia Terzoni esprime la sua contrarietà all’espulsione dei suoi colleghi: “Io voto no, aiutateci a diffondere la verità”, scrive sulla sua pagina Facebook lanciando l’hashtag #beppequestavoltanoncisto.

Un’altra deputata del Movimento, Eleonora Bechis: “Il blog viola il regolamento!”, scrive la deputata M5S su Twitter contro il blog di Beppe Grillo. “Artini e Pinna sono M5S – scrive Bechis – chi ha scritto quello schifo?”.

E così via. Senza contare la “rivolta della tv”: più di qualche deputato M5S ha violato l’ordine di Grillo di non andare in televisione. E invece Walter Rizzetto, Sebastiano Barbanti e Tancredi Turco hanno partecipato a talk politici ed espresso critiche sul M5S visti i risultati alle regionali.