M5s e Virginia Raggi, è la resa dei conti. Le scuse stavolta non bastano…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 dicembre 2016 2:07 | Ultimo aggiornamento: 17 dicembre 2016 2:07
M5s e Virginia Raggi, è la resa dei conti. Le scuse stavolta non bastano...

M5s e Virginia Raggi, è la resa dei conti. Le scuse stavolta non bastano… (foto Ansa)

ROMA – Il Movimento 5 stelle non sembra pronto ad accettare le scuse di Virginia Raggi, sindaco pentastellato a Roma, che deve prepararsi alla rsa dei conti. Dopo l’arresto di Raffaele Marra, il braccio destro che la Raggi ha voluto con insistenza al suo fianco nella guida della Capitale, e dopo averlo prontamente scaricato in una conferenza stampa venerdì pomeriggio, i vertici del movimento si sono riuniti a Roma con Beppe Grillo. E se il futuro di Luigi Di Maio da premier M5s sembre traballare, torna alla ribalta l’ortodosso Roberto Fico che fin dall’inizio non ha visto di buon occhio le scelte della sindaca.

Il leader e comico genovese appare provato dal meeting, soprattutto perché gli ortodossi di M5s non sono pronti stavolta a perdonare la Raggi. “E’ chiaro che Marra non è solo un tecnico”, ha incalzato Roberto Fico replicando ai giornalisti le dichiarazioni del sindaco M5s. Gelida anche la risposta di Carla Ruocco, altra ortodossa, che chiaramente dice: “No, non penso proprio che stavolta le scuse bastino”.

Quattro ore di riunione all’hotel Forum a Roma tra Grillo, leader indiscusso, e i suoi “big” di M5s che sembrano aver delineato una situazione per la Capitale e per il suo sindaco affatto rosea. Se la “mite” Paola Taverna si limita a ribadire che “Qualsiasi decisione vi verrà comunicata, il M5s ne uscirà”, appare chiaro che la linea degli ortodossi sarà ben più dura.

Inutilte che Virginia scarichi Marra a giochi fatti, lei che ha già discusso per mesi la sua volontà di avere proprio Marra al suo fianco nel percorso da sindaco, spostandolo di incarico pur di ottenere l’ok dei vertici M5s per la formazione della sua giunta, ma senza per questo mettere né lui, né Paola Muraro alla porta dopo le indagini e le accuse.

I vertici, a partire da Grillo, non mostrano l’intenzione di voler abbandonare la sindaca, ma sono intenzionati a sapere tutto ciò che riguarda Marra e le sue connessioni con la gestione pentastellata della Capitale. E chissà se l’appendice notturna abbia fatto pesare il piatto della bilancia sui timori di altri passi falsi della Raggi. Fatale, del resto, risulterebbe un avviso di garanzia diretto alla sindaca. Notizia che circola nei corridoi di palazzo ma che, al momento, non trova alcuna conferma.

Al forum va in scena anche il faccia a faccia tra chi, come Luigi Di Maio ha sempre difeso Raggi, fino a nascondere il accso della mail sull’indagata Muraro, e chi come Lombardi ha da tempo rotto ogni ponte con la sindaca. Quella stessa Lombardi che, secondo l’Espresso, il 22 novembre avrebbe presentato un esposto proprio contro Marra.

Per gli ortodossi come Fico e la Ruocco, arriva così la rivincita e intanto, via Facebook, i parlamentari vicini alla linea ‘intransigente’ esternano la loro rabbia, con Dalila Nesci che scrive:

“Grillo prenda provvedimenti interni ed esterni su questa pessima gestione. E’ l’ultima possibilità che abbiamo per riprendere la rotta”.

Giuseppe Brescia, senza citarlo, lancia una stoccata “al piccolo stratega” Di Maio, la cui leadership al momento traballa. E non caso il candidato premier ‘in pectore’ resta in silenzio per l’intera giornata come fuori dai radar risulta un altro ferreo sostenitore di Raggi: Alessandro Di Battista, assente anche alla riunione del Forum. Mentre sulla sindaca c’è chi, nel M5S, invoca sotto voce anche il ritiro del simbolo convinto che, alla fine, Raggi danneggi l’intero Movimento.

Ma sono gli equilibri del Movimento nazionale a subire, inesorabilmente, il colpo di colui che Lombardi definì “un virus che infetta”. Equilibri che vedono almeno ammaccato il duo ‘Di Maio-Di Battista’. Mentre a tarda sera, quando tutti abbandonano il Forum, l’unico a restare nell’albergo di Grillo è colui che in tanti vedono come il grande avversario di Di Maio: Roberto Fico.