M5s, dopo espulsioni allarme su numeri Senato. Nugnes: “Uno vale uno? Mi sono sbagliata”

di redazione Blitz
Pubblicato il 2 gennaio 2019 17:37 | Ultimo aggiornamento: 2 gennaio 2019 17:37
 senatori del M5s Gregorio De Falco e Paola Nugnes

I senatori Gregorio De Falco e Paola Nugnes (foto Ansa)

ROMA – Scatta l’allarme numeri al Senato. Con le espulsioni decise dal M5S, infatti, si assottiglia sempre di più la maggioranza gialloverde a palazzo Madama, dove i numeri restano ballerini e a rischio. A pesare è la “cacciata” dei senatori Gregorio De Falco e Saverio De Bonis, che si erano opposti al decreto sicurezza targato Salvini. Allo stato attuale, quindi, al Senato l’alleanza M5S-Lega potrebbe avere solo un margine di 3-4 voti.

Ad alimentare i timori tra le fila pentastellate sulla tenuta dei gruppi anche l’espulsione degli eurodeputati Marco Valli (per la laurea falsa inserita nel curriculum) e Giulia Moi (per la vicenda rimborsopoli), oltre al richiamo nei confronti di Lello Ciampolillo.

A peggiorare il quadro, poi, potrebbero arrivare le decisioni riguardanti Elena Fattori e Paola Nugnes, nei confronti delle quali i procedimenti disciplinari sono ancora pendenti.

Quest’ultima, in un lungo post su Facebook si è sfogata contro il Movimento: “Uno vale uno? Mi sono sbagliata”. Queste le parole della deputata napoletana: “Alla stesura del programma Migrazione, almeno, avrebbero potuto dire ‘no, vi state sbagliando’. Al mio discorso contro il decreto Minniti-Orlando sulla sicurezza e il Daspo nelle città, almeno.. Perché non mi hanno chiamata e non mi hanno detto, prima, ‘che dici, uno vale uno, nessun capo, nessun partito? La democrazia diretta? No, ti sei sbagliata, ti sei fatta un sogno’? … Perché?”

Prosegue Paola Nugnes: “Mi sono svegliata con questo pensiero (e si, mi hanno rovinato il capodanno, che dire) ‘e se mi fossi sbagliata io?’ uno sbaglio enorme d’accordo, uno sbaglio imperdonabile, come ho fatto? Come ce lo hanno permesso? Come è successo che non ci hanno fermato in tempo, alle prime affermazioni sbagliate, ai primi palchi, alle prime piazze? O ancora alle prime accuse in aula, contro Renzi che era in conflitto di interessi essendo insieme capo politico e ‘premier’ che confondeva così esecutivo e legislativo? Al mio primo discorso contro la J.P.Morgan che definiva le nostre costituzioni post fasciste troppo democratiche e ci invitava a modificarle?’ conclude la Nugnes, nel lungo sfogo apparso sulla sua pagina personale.   

Elena Fattori è stata invece intervistata da Repubblica ed ha spiegato che non ha nessuna intenzione di dimettersi: “Credo che ci si debba dimettere quando vengono meno i motivi per cui ci si è candidati o le condizioni personali di eleggibilità”. Sul caso De Falco, chiede l’intervistatore se abbia pesato la Casaleggio Associati. La Fattori risponde: “E chi altri?” 

In un altro passaggio dell’intervista, la senatrice eletta con M5s spiega: “Possono espellermi ma io non mi dimetto. Il tetto di 150 mila euro per gli appalti senza gara è contro la nostra storia. Basta voti al buio”. 

Vi è infine il campanello d’allarme suonato alla Camera durante il voto finale sulla manovra, quando 10 deputati pentastellati sono risultati assenti e sono stati bacchettati dal direttivo del gruppo di Montecitorio. Un’altra insidia alla tenuta della maggioranza giallo-verde potrebbe essere rappresentata dalla cosiddetta “operazione scoiattolo”, la strategia messa in atto da Silvio Berlusconi per stanare i grillini più delusi e formare un gruppo autonomo in grado di dare la spallata al governo Conte prima delle Europee.