M5s, procedura contro Gianluigi Paragone, rischia l’espulsione. Lui: “Ora ci divertiamo”

di redazione Blitz
Pubblicato il 18 Dicembre 2019 15:36 | Ultimo aggiornamento: 18 Dicembre 2019 15:36
M5s, procedura contro Gianluigi Paragone, rischia l'espulsione. Lui: "Ora ci divertiamo"

Gianluigi Paragone (Ansa)

ROMA  –  Istruttoria disciplinare del M5s contro il senatore Gianluigi Paragone, reo di non aver votato la fiducia alla manovra. Lo riferisce l’AdnKronos, che spiega come a questo punto il giornalista rischi l’espulsione dal Movimento. 

“Sì, mi è arrivata la segnalazione – ha confermato Paragone all’Adnkronos – ora manderò le mie osservazioni, risponderò a tutto. Chi pensa che me ne vada si sbaglia di grosso. Non ho un carattere facile, ora ci divertiamo”.

In un’intervista rilasciata oggi alla Stampa Paragone aveva già mostrato toni combattivi: “Hanno voluto costruire un movimento basato sul vaffa. Se vorranno cacciarmi, lancerò loro il mio vaffa e gli aggiungerò anche il dito medio. Poi mi opporrò, questo è sicuro. Non gliela renderò facile, dovranno sudare”.

In merito all’aver votato contro la legge di bilancio, “è una manovra in cui manca la nostra visione del Paese e non potevo votarla. Dovremmo dare delle risposte a tutti quelli che ci hanno votato, ma non lo stiamo facendo”, spiega Paragone. Quanto alle parole pronunciate in tv ad Agorà, che hanno messo in discussione la leadership di Luigi Di Maio, “ho detto quello che penso ed è qualcosa che mi sembra ormai evidente. La riorganizzazione sta andando verso una maggiore collegialità nelle decisioni e ora la squadra di facilitatori si allargherà. È solo il primo passo”, osserva Paragone.

“Di Maio non farà mai un passo indietro. Si appoggerà a un muro di cartongesso e andrà avanti. Ma ogni settimana che passa dovrà affrontare problemi sempre maggiori. Non è più il capo politico con la leadership forte di un anno fa. Quell’epoca è finita”. 

“Non si può rinnegare quello che dicevamo e che Grillo diceva sull’Europa e sulla sovranità. Se questa manovra restrittiva l’avesse fatta il governo precedente con Tria io non l’avrei votata comunque”, ha aggiunto il senatore a Radio Cusano Campus. Ha però anche sgomberato il campo da possibili passaggi alla Lega: “Spazziamo via qualsiasi voce su questo. Come si può pensare che io possa passare alla Lega quando la Lega si è innamorata di Mario Draghi. Io credo che l’Europa così com’è non va bene. Io sono incazzato come non mai perché vedo che se ne fottono completamente e non mi possono venire a dire che ce l’ho col governo”.

MACINA: “SE NE VADA” – Sul caso è intervenuta ad Agorà, su Rai Tre, la parlamentare M5s Anna Macina: “Paragone continua a dire e sostenere che non è più d’accordo, che non si ritrova più, non vota i provvedimenti, non vota la fiducia. Coerenza imporrebbe che prendesse una decisione. Se io non sto più bene in un posto vado via. E’ propria una questione di coerenza interna. Rassegni le dimissioni, torni dai cittadini e si faccia rieleggere con una forza politica in cui crede”. (Fonti: AdnKronos, Agi, Ansa)