M5s, Giulia Sarti non si dimette ma rischia espulsione: avviato procedimento disciplinare

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 5 Marzo 2019 21:40 | Ultimo aggiornamento: 5 Marzo 2019 21:40
Giulia Sarti, no dimissioni ma rischio espulsione da M5s

M5s, Giulia Sarti non si dimette ma rischia espulsione: avviato procedimento disciplinare

ROMA – Giulia Sarti non si dimette. La deputata del Movimento 5 stelle dopo lo scandalo sui rimborsi che vede coinvolto anche l’ex fidanzato continua a professare la sua buona fede e innocenza. A chi le chiede le dimissioni, replica: “Non mi dimetto, non c’è motivo, non ho fatto niente”. Non sembra pensarla così però M5s, con il procedimento disciplinare davanti al collegio dei probiviri che è già stato avviato e chi nel movimento parla di “espulsione doverosa”.  

La Sarti era presidente della commissione Giustizia della Camera dei deputati. Era, perché la mattina del 5 marzo al suo posto è stata eletta al suo posto Francesca Businarolo, 36 anni e di origine padovana, con 24 voti tra Lega e M5s. La Businarolo è già al suo secondo mandato parlamentare, perché entrata nell’aprile 2009 alla Camera con il movimento.

“Sono onorata di questo nuovo incarico che porterò avanti con il massimo impegno. Ringrazio la collega Giulia Sarti per il lavoro svolto da sempre con la massima dedizione. Penso subito però a tutto quello che ci aspetta, a quanto c’è ancora da fare: uno dei provvedimenti più importanti, che sento particolarmente come donna e come parlamentare è la proposta di legge sulla violenza di genere”, ha assicurato Businarolo subito dopo l’elezione.

La macchina dell’espulsione si è già avviata per la Sarti, che cerca di difendersi in attesa della decisione dei probiviri: “Confido di rimanere nel Movimento perché non ho fatto assolutamente niente. Io non lascio il M5s, io l’ho fatto nascere”. E a chi le chiede perché non abbia chiesto un incontro col vicepremier Luigi Di Maio, replica: “Non ce n’è bisogno”.

Fonti vicine a M5s, scrive l’Ansa, ritengono però che la decisione sia stata già presa e sussurrano che la vicenda vada oltre il nodo dei rimborsi, motivo per cui tutte le carte sono al vaglio dei probiviri. La situazione però ha generato malumori nel movimento e la parola “espulsione doverosa” sembra circolare sempre più spesso, tanto che appare difficile che il procedimento disciplinare possa concludersi con un salvataggio in extremis della deputata pentastellata.  

Fonte Ansa