M5s, Grillo e Toninelli contro Berlusconi: “Nostri parlamentari non sono in vendita”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 marzo 2018 11:04 | Ultimo aggiornamento: 15 marzo 2018 11:04
M5s, Grillo e Toninelli contro Berlusconi: "Nostri parlamentari non sono in vendita"

M5s, Grillo e Toninelli contro Berlusconi: “Nostri parlamentari non sono in vendita”

ROMA – Silvio Berlusconi avrebbe tentato di “convertire” i neoeletti M5s  tra le sue schiere. La risposta piccata arriva da Giulia Grillo e Danilo Toninelli, rispettivamente capogruppo M5s di Camera e Senato: “I nostri parlamentari non sono in vendita”.

Sul blog a 5 stelle la Grillo e Toninelli spiegano che l’ex premier avrebbe lanciato una campagna acquisti tra i nuovi parlamentari grillini e scrivono:

“Silvio Berlusconi è un uomo disperato. Sa, e lo ha ammesso, che se si dovesse tornare a votare questa volta il MoVimento 5 Stelle prenderebbe il 40% e questo lo terrorizza. Per questo sta già cercando di fare campagna acquisti presso gli altri gruppi parlamentari. Infatti, avrebbe detto ai suoi di convincere quanti più deputati e senatori del MoVimento 5 Stelle a passare con lui. All’ex premier diciamo subito una cosa: i nostri parlamentari non sono in vendita.

All’ex premier vogliamo dire che istituiremo il vincolo di mandato, come promesso, per evitare proprio i cambi di casacca e i voltagabbana. E’ una delle priorità del nostro programma che noi rispetteremo. Queste dichiarazioni di Berlusconi dimostrano che il centrodestra non parla di programmi, ma litigano fra loro per decidere chi sia il leader. E Berlusconi, che vuole fare campagna acquisti, dimostra che non ha imparato la lezione”.

I capigruppo M5s di Camera e Senato hanno poi aggiunto:

“E’ proprio di questi giorni infatti, la notizia che la Corte dei conti ha aperto un’inchiesta sulla compravendita dei senatori che portò l’ex parlamentare Idv, De Gregorio, alla corte di Berlusconi, facendo così cadere il governo Prodi. L’organo di giustizia contabile, infatti, ha ipotizzato un danno d’immagine del Paese e, tradotto in denaro, un aumento dello spread valutabile attorno ai 6 milioni di euro. Denaro che il leader di Fi potrebbe dover pagare di tasca propria. Le cose sono cambiate. Il 4 marzo 11 milioni di italiani hanno partecipato, recandosi in massa ai seggi, ed hanno scelto il MoVimento 5 Stelle con un chiaro mandato: cambiare il Paese. Tutti i parlamentari del MoVimento 5 Stelle rispetteranno questo mandato in Parlamento. Berlusconi se ne faccia una ragione”.