M5S-Lega Governo di scopo, la voglia matta tenta Di Maio-Salvini

di Lucio Fero
Pubblicato il 24 gennaio 2018 9:47 | Ultimo aggiornamento: 24 gennaio 2018 9:47
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Salvini (Lega) e Di Maio (M5s) ospiti insieme dalla Annunziata

ROMA – M5S-Lega fanno dopo il voto insieme un governo e, siccome M5S e Lega in campagna elettorale proprio insieme non ci sono stati, lo chiamano Governo di scopo ad indicare che è cosa eccezionale, relativamente breve e nasce a causa, per così dire, di uno stato di emergenza politica nel paese. E’ una tentazione sia di Di Maio che di Salvini, solo una tentazione. Anzi, di più: per entrambi è una voglia matta. Matta da tenere a bada perché è difficile per entrambi farlo questo governo di scopo M5S-Lega, ma se si fa…

Tecnicamente governo di scopo sono tutti i governi e definirlo così è un non senso, uno dei tanti del linguaggio fintamente specialistico della politica in giornalese. Diciamo che governo di scopo ammicca al fatto che, se è di scopo, non è di legislatura. Quindi, appunto, corto nel tempo e tosto e stretto nel programma.

E che farebbe o meglio cosa annuncerebbe al paese che sarà fatto questo governo? Quale sarebbe appunto lo o gli scopi di un governo M5S-Lega?

Primo una politica di bilancio (spesa e tasse) che volutamente ignora l’esistenza dell’euro come patto economico finanziario tra i paesi della Ue. Senza questa bandiera Salvini non si stacca da Berlusconi. Quindi primo scopo spezzeremo le reni a Bruxelles e del 3 per cento e altri limiti a deficit e debito me ne frego come motto…di scopo.

Secondo scopo: una legislazione, di sostanza o di facciata si vedrà, dura, durissima contro l’immigrazione. M5S nei suoi 20 punti di governo parla di “stroncare businness immigrazione”. Formula nella quale c’è tutto e nulla e quindi ci può stare anche il chiudiamo le frontiere di Salvini.

Terzo scopo, questo soprattutto targato M5S: dare corpo e avvio al reddito di cittadinanza. Salvini è noto non abbia mai scrupoli di copertura finanziaria, anzi li odia come nemici della patria.

Frontiere chiuse al “traffico” migratorio, Ue chi se ne frega, reddito di cittadinanza ai tantissimi che hanno votato M5S anche per quello…tre scopi possono bastare.

Anzi no, di scopo ce n’è anche un quarto, fondamentale. Ed è la presidenza del Consiglio a M5S, a Luigi Di Maio per l’esattezza. Nel Parlamento dopo elezioni non c’è altra somma di voti e seggi che possa dare la fiducia a un presidente del Consiglio M5S, Luigi Di Maio per l’esattezza. Non c’è altra somma di voti che possa far questo se non quella che appunto somma M5S e Lega.

Anche immaginando ottimo, anzi più che ottimo risultato M5S (sopra il 30 per cento) se a questo si aggiunge Liberi e Uguali che come alleato si propone eccome se si propone si arriva a 37 per cento circa dei voti e in termini di seggi si va oltre i 200 alla Camera, ma non si arriva a 250 (ne servono 316). Se invece sommi i possibili seggi M5S alla grandissima e Lega si può sfiorare quota 300…

Non c’è altra maggioranza che possa votare Luigi Di Maio capo del governo. A meno che qualcuno sia così ebbro da pensare che Berlusconi o Renzi possano votare Di Maio premier.

Quindi governo di scopo M5S-Lega. Può succedere anche questo, in fondo un qualche programma in comune ce l’hanno.

Oppure, più probabilmente, dopo le elezioni governo Berlusconi-Salvini-Meloni. Hanno un’alleanza, un’abitudine, una convenienza. Ma il programma tra loro è molto meno comune di quanto servirebbe per farlo davvero un governo.

Oppure, molto più improbabilmente, governo Forza Italia-Pd. Ma entrambi, sia Forza Italia che Pd rischierebbero di evaporare, polverizzarsi sotto la pressione interna ed esterna per una simile scelta.

A quaranta giorni dalle elezioni queste appaiono per volontà popolare espressa tramite libero voto le scelte possibili, chissà se uno/a quando andrà a votare lo terrà davvero presente.