M5S perde i pezzi. 4 senatori verso la Lega. Solo Paragone nega, Urraro, Lucidi e Grassi nemmeno quello

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Dicembre 2019 10:55 | Ultimo aggiornamento: 12 Dicembre 2019 17:52
M5S perde i pezzi. 4 senatori verso la Lega. Solo Paragone nega, Urraro, Lucidi e Grassi nemmeno quello

4 senatori M5S tentati di passare con la Lega. Brinderà Salvini (foto Ansa)

ROMA – Il Movimento 5 Stelle perde i pezzi in Parlamento. L’occasione è il controverso voto sul Mes, quattro senatori hanno votato in dissenso con il governo. Un voto che li mette praticamente sull’uscio della casa politica di appartenenza. E li indirizza verso l’approdo politico più naturale, e cioè la Lega. Il leader Di Maio accusa apertamente Salvini di aver aperto il “mercato delle vacche”, una specie di campagna acquisti.

I quattro ancora non lo dicono apertamente ma le parole che pronunciano sono nette e vanno in quella direzione. L’unico che esclude con decisione questa opzione è Gianluigi Paragone: vota in dissenso dal M5s ma in Aula dichiara pubblicamente che non passerà al Carroccio.

Il senatore Ugo Grassi uscendo dall’Aula di palazzo Madama molto provato, annuncia: “Scendo da un bus su cui c’era scritto Palermo e invece va a Como: la direzione è completamente sbagliata”. Assediato dai cronisti prova a resistere per evitare di dare l’annuncio della sua decisione di passare alla Lega ma i suoi ragionamenti sono  smentiti dai suoi atti. Altre ad aver votato no alla risoluzione della maggioranza e sì a quella del leghista Stefano Candiani sul Mes ha espresso parere favorevole anche al testo presentato dal centrodestra. “Questo non significa essere sovranisti ma difendere la democrazia e non di un solo popolo”, ha dichiarato in aula, guadagnandosi però gli applausi solo dai banchi della Lega.

Anche il collega Stefano Lucidi ha votato contro la risoluzione di maggioranza. E si toglie il suo sassolino dalle scarpe per l’esito della strategia elettorale scelta dal capo politico per l’Umbria e da lui contestatissima. “Qualcuno ha detto che le elezioni in Umbria sono state un esperimento. Beh, io non mi sento una cavia né un criceto, quindi esco dalla ruota e voto no”.

Chiede coerenza e rivendica coerenza. Come Francesco Urraro, anche lui dissenziente sul Mes e che si lamenta: “Si è troppo marginalizzato il tema del Mes che si pone fuori dal programma del M5S”. Per Lucidi è arrivato anche il tentativo di mediazione del premier Giuseppe Conte per convincerlo a non abbandonare. (fonte Ansa)