M5S no auto blu in Italia, ma cresta su auto nera a Strasburgo per l’eurodeputato

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Ottobre 2014 9:17 | Ultimo aggiornamento: 21 Ottobre 2014 9:17
M5S no auto blu in Italia, ma cresta su auto nera a Strasburgo per l'eurodeputato

M5S no auto blu in Italia, ma cresta su auto nera a Strasburgo per l’eurodeputato

BRUXELLES – M5S no auto blu in Italia, ma cresta su auto nera a Strasburgo per l’eurodeputato. A Roma l’auto blu, simbolo della protervia di casta, non sia mai: per i deputati a 5 Stelle è una questione di principio rinunciare al privilegio. Variando un poco la latitudine, a Strasburgo, il principio si stempera: l’auto nera messa a disposizione dal Parlamento europeo si può prendere eccome, magari per farsi portare appena fuori città dove i prezzi di alberghi e ristoranti scendono vertiginosamente rispetto all’esoso centro alsaziano.

Secondo Marco Zatterin de La Stampa, che ha raccolto indiscrezioni e conferme a Palazzo, vanno fuori città per fare la cresta sulla diaria, i 304 euro al giorno della sessione mensile del Parlamento, comprensiva di vitto e alloggio. L’auto nera fa parte della flotta da 35 vetture (tutte auto tedesche di gamma alta a parte qualche ammiraglia francese) che l’amministrazione cambia ogni 150mila chilometri: sono macchine con conducente, per servirsene basta che un assistente si prenoti all’ufficio autisti comunicando la tratta (prioritari sono gli spostamenti da e per l’aeroporto).

«Una buona metà dei deputati grillini va a dormire in periferia o fuori Strasburgo», assicura una fonte politica che raccoglie conferme in seno alla delegazione M5S. Potrebbe essere perché non trova posto in centro, in effetti. Durante la sessione i costi degli alberghi salgono alle stelle, eppure è difficile rimediare un letto. Però più voci dicono il motivo è un altro: «Ci fanno la cresta, e non sono i soli».

Come? E’ semplice. Tutti gli eurodeputati percepiscono una diaria di 304 euro al giorno per la sessione mensile che si svolge a Strasburgo. E’ una somma complessiva, che comprende il vitto e l’alloggio. Se si prende una camera fra le delizie della Petite France, anima del capoluogo alsaziano, si arriva senza batter ciglio ai duecento euro, prezzo che gli osti locali gonfiano all’uopo rispetto alle altre settimane. Basta andar fuori porta e il contro scende. Anche sotto i 100 euro. Che affare! Soprattutto se poi il passaggio sino al quartiere comunitario è a cura del bilancio Ue. (Marco Zatterin, La Stampa)