M5S nuove regole: indagati candidabili, 100mila euro di multa a chi si dimette per dissenso

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 dicembre 2017 18:11 | Ultimo aggiornamento: 30 dicembre 2017 18:12
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M5S nuove regole: indagati candidabili, 100mila euro di multa a chi si dimette per dissenso

ROMA – Gli indagati potranno candidarsi. Maxi multa per chi si dimette per dissenso politico. Sono solo due delle nuove regole M5S. I candidati del Movimento 5 Stelle devono infatti “rinunciare alla propria candidatura nel caso in cui, avuta notizia dell’esistenza di un procedimento penale a proprio carico, emergano elementi idonei a far ritenere la condotta lesiva dei valori, dei principi o dell’immagine del Movimento 5 Stelle, a prescindere dall’esito e dagli sviluppi del procedimento penale accettando, ora per allora, le determinazioni che sul punto gli Organi dell’Associazione a ciò deputati riterranno di esprimere”. È quanto si legge nel codice etico varato dal M5s e presentato sul Blog di Beppe Grillo. Cambia dunque la ‘disciplina’ rispetto al passato, quando un avviso di garanzia (basti pensare anche al caso del sindaco di Parma, Federico Pizzarotti) era sufficiente a determinare l’obbligo di dimissioni dell’amministratore indagato.

Per blindare il sentimento di appartenenza al gruppo parlamentare e alla propria maggioranza, oltre alla pesante multa prevista per chi cambia casacca, il nuovo codice interno prevede anche l’obbligo, per gli eletti in Parlamento, di “votare la fiducia, ogni qualvolta ciò si renda necessario, ai governi presieduti da un presidente del Consiglio dei ministri espressione del MoVimento 5 Stelle”. Quanto alla sanzione per i traditori, il codice conferma le indiscrezioni: la multa sarà di 100 mila euro “da pagare al Movimento 5 Stelle in caso di espulsione, abbandono o iscrizione ad altro gruppo per chi è eletto nelle file del M5s”.

La misura è così spiegata e articolata: “In considerazione del fatto che gli oneri per l’attività politica e le campagne elettorali sono integralmente a carico del MoVimento 5 Stelle, ciascun parlamentare, in caso di: – espulsione dal Gruppo Parlamentare del MoVimento 5 Stelle e/o dal MoVimento 5 Stelle; – abbandono del Gruppo Parlamentare del MoVimento 5 Stelle e/o iscrizione ad altro Gruppo Parlamentare; – dimissioni anticipate dalla carica non determinate da gravi ragioni personali e/o di salute ma da motivi di dissenso politico; sarà obbligato pagare al MoVimento 5 Stelle, entro dieci giorni dalla data di accadimento di uno degli eventi sopra indicati, a titolo di penale, la somma di 100.000,00 quale indennizzo per gli oneri sopra indicati per l’elezione del parlamentare stesso”.

• SPARISCE DIVIETO ASSOCIAZIONE AD ALTRI PARTITI. Sparisce anche l’obbligo a non associarsi con altri partiti per gli eletti del M5S. I futuri parlamentari, infatti, stando al nuovo Codice Etico, devono “compiere ogni atto funzionale all’attuazione e realizzazione del programma del M5S e ad astenersi da comportamenti che possano risultare di ostacolo per l’attuazione del programma”, ma per loro sparisce l’obbligo, previsto nel Codice di comportamento del 2013, a non associarsi con altri partiti o gruppi. Punto, questo, che rimuove un ostacolo regolamentare alla possibilità del M5S di fare alleanze.

• DEROGA A TETTO 40 ANNI PER DEPUTATI USCENTI. Le novità non finiscono qui: i deputati uscenti potranno ricandidarsi alla Camera anche se ultraquarantenni, dice il nuovo regolamento per le parlamentarie, in merito al tetto dell’età: “Chi avrà compiuto 40 anni di età alla data del 1 gennaio 2018 – si legge nel testo – potrà proporre la propria candidatura esclusivamente al Senato. Tale obbligo non è previsto per coloro che ricoprono attualmente l’incarico di portavoce alla Camera”. Il candidato alle parlamentarie, inoltre, “non dovrà avere assolto in precedenza più di un mandato elettorale, a livello centrale o locale, a prescindere dalla circoscrizione nella quale presenta la propria candidatura; dovrà essere iscritto all’Associazione MoVimento 5 Stelle con sede in Roma (l’iscrizione si ritiene completa con la certificazione dell’identità), non dovrà esser iscritti a nessun altro partito”. Resta, quindi il tetto dei due mandati anche se “coloro che ricoprono una carica elettiva con scadenza (prevista o effettiva) nella primavera 2018, possono avanzare la loro candidatura”.

• NIENTE INCARICHI A FAMILIARI E CONVIVENTI. Assolutamente vietato, ai parlamentari M5S, “conferire alcun incarico come assistente a conviventi, affini o persone con rapporto di parentela fino al secondo grado di qualunque altro portavoce eletto nel medesimo consesso (intendendosi come tale il Parlamento nelle sue articolazioni), anche a titolo gratuito”. E ancora: i parlamentari M5s dovranno “astenersi dal chiedere o dall’esigere o accettare da concessionari o da gestori di pubblici servizi, ovvero da soggetti che hanno in corso rapporti di natura contrattuale con enti ed amministrazioni pubbliche l’esecuzione di, o l’astensione da, qualsiasi atto da cui possa derivargli un vantaggio personale diretto o indiretto, o che assicuri ad altri soggetti – compresi i parenti o affini entro il quarto grado di parentela – od organizzazioni, analogo vantaggio in termini di natura economica”.