Pd-M5s in stallo, salta incontro. Trattativa a rischio per ambizioni Di Maio. M5s: “Mai chiesto il Viminale”

di Daniela Lauria
Pubblicato il 27 Agosto 2019 13:22 | Ultimo aggiornamento: 27 Agosto 2019 13:22
Conte-bis, è stallo: annullato secondo incontro. Pd: "Trattativa a rischio per ambizioni Di Maio". M5s: "Mai chiesto il Viminale"

Il segretario Pd Nicola Zingaretti e il leader M5s Luigi Di Maio in stallo (Foto: Ansa)

ROMA – La trattativa tra Pd e M5s è in stallo. Dopo il vertice di lunedì, durato 4 ore fino a tarda notte, le parti si sarebbero dovute rivedere questa mattina alle 11, ma così non è stato. Ad annullare l’incontro sono stati i 5 Stelle con una telefonata da Palazzo Chigi. “Rivedremo il Pd quando nei loro organi di partito avranno dato l’ok all’incarico a Conte”. Ma dal Nazareno arriva la stura: “L’accordo di Governo rischia di saltare per le ambizioni personali di Luigi Di Maio che vuole fare il Ministro dell’Interno e il Vicepremier. Su questo non sente ragioni e va avanti a colpi di di ultimatum”. Ambizioni che i grillini negano: “Di Maio non ha mai chiesto il Viminale per il M5S. Prima per noi vengono i temi”.

Insomma, quello che sembrava un accordo in dirittura di arrivo si è trasformato nell’ennesima impasse. In realtà, secondo fonti parlamentari del Pd, non ci sarebbero veti sulla premiership di Conte ma la trattativa si sarebbe incagliata sul nodo dei vicepremier e dei ministeri più pesanti. In particolare, spiegano le stesse fonti, considerato Conte come esponente M5S, il Pd dovrebbe avere l’unico vicepremier. Inoltre, per dare un segno di svolta sulla politica economica, la delegazione Pd avrebbe chiesto tutti i ministeri economici. Al momento la delegazione pentastellata avrebbe detto no, invocando per Luigi Di Maio il ruolo di vicepremier e un ministero di peso, come gli Interni. Ma uno dei nodi è proprio il Viminale, che il Pd avrebbe chiesto per un suo esponente (o al più una figura terza).

Un governo giallo-rosso non è ancora ipotesi archiviata ma al primo appuntamento non è scoccata la scintilla. Non è escluso domani nelle consultazioni al Quirinale entrambi i partiti possano dare l’indicazione di Conte premier per poi lasciare a lui verificare, in tempi rapidi, se ci sono le condizioni per formare il governo. Se tutto salterà, c’è già chi ipotizza come data utile per il voto il 10 novembre.

Le consultazioni al Colle si svolgeranno in due giorni.  Oggi il capo dello Stato sentirà al telefono Giorgio Napolitano, poi alle 16 riceverà la presidente del Senato Elisabetta Casellati e alle 17 il presidente della Camera Roberto Fico. A seguire i partiti, con il M5s ultimo gruppo ad essere ascoltato mercoledì alle 19. (Fonte: Ansa)