M5S: fuori dal Salone del Libro l’editore di Casapound di “Io sono Matteo Salvini”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 maggio 2019 14:30 | Ultimo aggiornamento: 7 maggio 2019 14:30
M5S: fuori dal Salone del Libro l'editore di Casapound di "Io sono Matteo Salvini"

M5S: fuori dal Salone del Libro l’editore di Casapound di “Io sono Matteo Salvini”

ROMA – Il Movimento 5 Stelle prende posizione contro la presenza al Salone del Libro di Torino dell’editore che ha pubblicato il libro-intervista “Io sono Matteo Salvini”, editore dichiaratamente fascista e militante di Casapound che pubblica sotto le insegne Altaforte. Non un a presa di posizione nazionale perché a esprimersi è la capogruppo del consiglio comunale di Torino: ma intanto segnala una chiara scelta di campo dopo la denuncia dello scrittore Christian Raimo e il dibattito che ne è seguito con il dilemma di chi ha a cuore i valori antifascisti, partecipare o boicottare la manifestazione culturale che include appunto Francesco Polacchi, l’editore in questione, coinvolto in passato in diversi pestaggi e aggressioni di stampo neofascista. 

“Il Salone deve essere lo spazio dove celebreremo la tolleranza e la resistenza alle derive neofasciste e autoritarie, il momento pubblico dove dare battaglia con la forza delle parole e argomentazioni. Ma può esserlo a una sola condizione: l’esclusione di Altaforte e di Polacchi”, ha scritto su Facebook la capogruppo M5S al Comune di Torino, Valentina Sganga, secondo cui “qualsiasi via intermedia, qualsiasi compromesso sancirebbe per il Salone una perdita sul piano culturale che non possiamo accettare”.

“Al Salone anche quelli che non ci piacciono saranno sempre i benvenuti. I picchiatori fascisti, no. I violenti, no. I provocatori, no. Gli intimidatori, no – sottolinea l’esponente pentastellata – Da amministratore non posso aderire agli appelli di chi annuncia il boicottaggio; tradirei chi, dal direttore Lagioia all’assessora Leon alla sindaca Appendino, si è speso affinché questa fosse un’edizione preziosa e ricca per tutti i torinesi; ma voglio augurarmi che questi appelli non cadano nel vuoto”. (fonte Ansa)