M5S e son 14 da sottrarre in Parlamento. L’ultimo vendeva cd tarocchi

di Riccardo Galli
Pubblicato il 26 febbraio 2018 10:29 | Ultimo aggiornamento: 26 febbraio 2018 10:29
M5S e son 14 candidati da sottrarre in Parlamento. L'ultimo vendeva cd tarocchi

M5S e son 14 da sottrarre in Parlamento. L’ultimo vendeva cd tarocchi (nella foto Ansa, Antonio Tasso)

ROMA – M5S e son 14 da sottrarre in Parlamento. Da sottrarre in Parlamento al numero degli eletti M5S. I quattordici infatti sono in lista M5S, saranno votati da elettori M5S e se eletti in Parlamento non saranno M5S. Perché espulsi o comunque invitati a dimettersi. Invito pressante e pubblico venuto da Di Maio in persona. Invoto che però non ha alcun valore legale, nessuno, tanto meno un notaio può obbligare un parlamentare eletto a dimettersi.

Non solo, le dimissioni di un parlamentare eletto devono essere accettate dalla Camera di appartenenza, quindi questa accettazione verrà il giorno del ami e l’anno del poi. Gli altri non faranno a M5S il regalo di accettare le dimissioni dei “cacciati” da M5S, ammesso che queste dimissioni arrivino davvero.

Non solo, un eletto nella quota proporzionale se si dimette viene sostituito dal primo dei non eletti dello stesso partito, ma un eletto nel collegio uninominale se si dimette si va a nuove elezioni. Quindi sommando leggi, regolamenti e politica, la facile previsione è che i 14, se eletti, siano da sottrarre al numero dei parlamentari M5S.

Il che è già una sentenza o quasi sul risultato in termini di seggi. Nessuno lo dice chiaramente ma una decina di seggi in meno fanno eccome la differenza. Sia per una eventuale maggioranza di governo, sia per l’obiettivo non inutile di avere il gruppo parlamentare più numeroso. Eccoli i 14.

Andrea Cecconi.

Carlo Cecconi.

Carlo Martelli.

Maurizio Buccarella.

Silvia Benedetti.

David Zanforlini.

Catello Vitiello.

Piero Landi.

Bruno Azzerboni.

Emanuele Dessì

Emanuele Cozzolino.

Elisa Bulgarelli.

Giulia Sarti.

Salvatore Caiata.

Antonio Tasso.

Ad alcuni di loro si rimprovera non aver in parte o in tutto versato la parte di stipendio parlamentare che M5S si taglia. O, peggio, di aver fatto finta di versare. Ad altri l’affiliazione, tenuta nascosta, a logge massoniche. Ad altri l’aver tenuto nascosto l’essere indagati o addirittura aver subito condanne.

In genere storie minime di minimo spessore, la tipologia è quella della cosiddetta “furbata”. Esempio tipico il quattordicesimo di loro, quell’Antonio Tasso che anni fa (secondo l’accusa e una condanna in primo grado) si sarebbe arrangiato vendendo cd taroccati, circa 400, e taroccando play station. Condannato a sei mesi e 2000 euro di multa, pena sospesa. Antonio tasso se ne era “dimenticato” e non l’aveva detto a M5S che lo candidava.

E così appaiono in fondo tutti i 14. Forse secondo La Repubblica ce n’è anche una quindicesima che risponde al nome di Patty L’Abbate candidata M5S in Puglia e che avrebbe anche lei dimenticato di segnalare come ai tempi fosse stata in lista in altre elezioni amministrative in altro partito.

Candidati che sono a ben vedere la cifra reale della gente reale. Ma M5S li deve espellere, cacciare se li scopre. Perché M5S non può scoprire e far scoprire che quella della gente tutta limpida e buona, la gente l’Impero del Bene e la politica e le caste l’Impero del Male è una balla colossale. Questo non può essere scoperto, detto, svelato, ammesso, constatato. Altrimenti vien giù, si sfarina l’intera cultura del popol buono contro il sistema cattivo.

Quindi M5S son 14 (forse 15) da sottrarre in Parlamento. Il prezzo obbligatorio per continuare a raccontare la balla del buon selvaggio-cittadino (Rousseau-Casaleggio) e quindi sopravvivere alla grande come partito. Con una decina di seggi in meno in Parlamento…che non son bruscolini.