M5S, Toninelli fa perdere voti? Il sottosegretario Buffagni se la ride per non rispondere

di Dini Casali
Pubblicato il 26 febbraio 2019 12:46 | Ultimo aggiornamento: 26 febbraio 2019 12:46
M5S, Toninelli fa perdere voti? Il sottosegretario Buffagni se la ride per non rispondere

M5S, Toninelli fa perdere voti? Il sottosegretario Buffagni se la ride per non rispondere

ROMA – Brucia il crollo in Sardegna, se possibile ancor di più della debacle in Abruzzo perché l’emorragia di voti M5S adesso è un fiume in piena e non una semplice battuta d’arresto. E con la delusione arrivano le critiche non più circoscritte ai soliti dissidenti. Per questo fa rumore la risata con cui il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Stefano Buffagni ha accolto la domanda su Toninelli, se cioè le gaffe cui ci ha abituato il ministro delle Infrastrutture fanno perdere voti al Movimento. 

Risata e imbarazzo che nascondono una certa fibrillazione interna: mentre il ministro dell’Economia Tria se la prende con i governi che non stando ai patti tengono lontani gli investitori stranieri (il suo sulla Tav) e il capo politico Di Maio vuole puntellare la sua leadership con la cosiddetta “riorganizzazione” che prevede la fine del doppio mandato e la riscoperta della forma partito a dispetto della storia M5S, qualche voce s’è levata proprio contro di lui, responsabile del dimezzamento del potere di attrazione alle urne. La senatrice ribelle Fattori consiglia a Di Maio di scegliere tra governo e Movimento, e anche Beppe Grillo si domanda se “forse non siamo all’altezza…”.

“Non posso rispondere…”. Così il sottosegretario M5S Stefano Buffagni risponde in diretta a Circo Massimo alla domanda se nel movimento non ci sia il dubbio che le esternazioni del ministro delle Infrastrutture Toninelli facciano perdere voti al M5S.

“Danilo Toninelli sta svolgendo un grande lavoro in un Ministero non facile. Non ho voluto rispondere perché una domanda così non meritava risposta e per questo mi sono limitato ad una risata”.

“Tria non dimentichi il contratto”. “No, questo non compete a me e non ne vedo il motivo”: così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Stefano Buffagni risponde, a Circo Massimo, alla domanda se il ministro dell’Economia Giovanni Tria debba dimettersi. “Il ragionamento che faccio – aggiunge – è un altro: ciascuno di noi deve fare il suo lavoro. Se sei andato a prendere un impegno all’1,6 (il riferimento è al rapporto deficit/pil che Tria avrebbe concordato con l’Ue prima del varo della manovra) senza averlo concordato con i tuoi numeri uno, con quelli che avevano i voti, hai generato un danno successivo”.

“Nugnes dissente? La immaginate candidata da qualche parte?”. Ma contro il capo politico si è scagliata la senatrice dissidente Paola Nugnes, gli viene chiesto, e lui ribatte: “Lei è una garanzia di Di Maio a lunga vita. Ma s’immagina la Nugnes come candidata, in qualunque posto? Non mi sembra quello il problema, il Movimento è bello perché è vario, ed è utile una discussione sui temi”.