Grasso replica a Grillo: “Prima di parlare apra un negozio a Palermo”

Pubblicato il 5 Maggio 2012 - 18:54 OLTRE 6 MESI FA

ROMA – Travolto dalla polemica Beppe Grillo è corso ai ripari negando di aver detto che la mafia non uccide. Ma la “frittata” ormai era fatta. Torna sull’argomento il procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso. “Forse Grillo non conosce bene la realtà di cui parla, dovrebbe vivere un po’ qui e avviare un esercizio commerciale e magari potrebbe capire se viene strangolato oppure no. D’altra parte Grillo ha un suo modo paradossale di esasperare le contraddizioni e ha anche un suo obiettivo politico, io no”.

La frase incriminata di Grillo. Ma cosa aveva detto di tanto clamoroso il leader del Movimento 5 Stelle? A Palermo per sostenere il candidato sindaco Riccardo Nuti, Grillo ha iniziato a parlare della grave crisi economica in cui versa il Paese e dei provvedimenti necessari per fronteggiarla. Poi, a un certo punto, ha pronunciato la frase incriminata: “La mafia non ha mai strangolato le proprie vittime, i propri clienti, si limita a prendere il pizzo al 10%. Ma qua vediamo un’altra mafia che strangola la propria vittima”.

I numeri di Grasso sulla mafia. Nei giorni scorsi il procuratore nazionale antimafia Grasso, parlando alla trasmissione radio Un giorno da pecora aveva bollato quella di Grillo come “un’esagerazione che serve ad andare sui giornali. Non si può affrontare la mafia senza conoscerla. E secondo me da Genova è difficile conoscere la mafia siciliana. Certo ci sono infiltrazioni fuori dalla Sicilia, ma nelle zone d’origine c’è il controllo del territorio”.

Poi Grasso ha fornito alcuni numeri utili a comprendere meglio la realtà di Cosa nostra in Sicilia: “C’e’ un’area grigia che fa la vera forza della mafia, fatta di persone insospettabili: politici, imprenditori. Grasso ha citato alcune stime secondo cui in Sicilia sono 5 mila i soggetti mafiosi, contro 5 milioni di abitanti. Poi c’è tutta quest’area grigia e a quel punto potremmo arrivare ad un milione. E gli altri 4 milioni, non sono tutti combattenti: alcuni sono sudditi o sono rassegnati”.