Sicilia, “era colluso con la mafia”: la Procura di Palermo chiede 10 anni per Mercadante, ex consigliere di Forza Italia

Pubblicato il 29 Novembre 2010 14:05 | Ultimo aggiornamento: 29 Novembre 2010 14:13

La procura generale ha chiesto la conferma della condanna a 10 anni e 8 mesi dell’ex deputato regionale di Forza Italia Giovanni Mercadante, accusato di associazione mafiosa. La conferma della pena inflitta in primo grado è stata sollecitata anche a carico degli altri imputati del processo, tra i quali il boss Antonino Cinà, che ebbe 16 anni, lo storico capomafia di Torretta, Lorenzino Di Maggio, ritenuto vicino ai capimafia palermitani Sandro e Salvatore Lo Piccolo e Bernardo Provenzano, accusato in questo processo di tentata estorsione.

Radiologo, 61 anni, parente dello boss di Prizzi Tommaso Cannella, Mercadante è ritenuto uomo di fiducia del capomafia Bernardo Provenzano. Arrestato nel 2006 sarebbe stato medico delle cosche e punto di riferimento dei boss nel mondo della politica ricevendo, in cambio, il sostegno elettorale delle ”famiglie”.

A suo carico, oltre alle accuse di numerosi pentiti, le intercettazioni effettuate nel box in cui il boss Nino Rotolo teneva i summit di mafia. Nino Cinà, l’uomo dei tanti misteri, della presunta trattativa tra Stato e mafia, sarebbe stato reggente del mandamento di Resuttana. Tra le stragi del ’92, prima; poi, nel 2005. Medico di Totò Riina e di Bernardo Provenzano, Cinà è già stato condannato due volte per associazione mafiosa.