Grasso: “Lotta alla mafia? Un premio speciale va a Berlusconi”

Pubblicato il 13 Maggio 2012 10:42 | Ultimo aggiornamento: 13 Maggio 2012 11:10

Il Procuratore Nazionale antimafia Pietro Grasso

ROMA – “Darei un premio speciale a Silvio Berlusconi e al suo governo per la lotta alla mafia. Ha introdotto delle leggi che ci hanno consentito di sequestrare in tre anni moltissimi beni ai mafiosi. Siamo arrivati a 40 miliardi di euro”. Il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso lo ha detto in un’intervista alla Zanzara su Radio 24. Da Grasso sono arrivate parole di lode per Berlusconi, e di (apparente) condanna per il procuratore aggiunto Antonio Ingroia, reo di aver fatto “politica utilizzando la sua funzione”, un modo di agire che per Grasso “è sbagliato”. Grasso ha poi ridimensionato il giudizio su Ingroia: “Non era una condanna, volevo dire che non io avrei agito come lui”.

BERLUSCONI – “La lotta alla criminalità organizzata non e’ mai stata posta tra le priorità di governo”, ma “da ‘tecnico’ non ho difficoltà a riconoscere i meriti” o le “mancanze di chi governa “per meglio combattere la criminalità organizzata”. Così Grasso interviene sulle polemiche seguite alle sue dichiarazioni alla trasmissione La Zanzara. Riguardo all’affermazione sull’attribuzione di un premio all’ex premier Silvio Berlusconi per la lotta alla mafia, Grasso sottolinea di “non esitare a ribadire che, da ‘tecnico’, non ho alcuna difficoltà a riconoscere i meriti di chi riesce a dare ai magistrati e alle forze di polizia strumenti per meglio combattere la criminalità organizzata, soprattutto togliendole i beni e i profitti illeciti realizzati”.

Ma sempre da ‘tecnico’, Grasso critica “la carenza e la mancata disponibilità a fornire quegli altri strumenti indispensabili nella lotta alla mafia come, per esempio, il reato di autoriciclaggio, modifiche più penetranti al reato di voto di scambio politico-mafioso, e norme per contrastare più efficacemente la corruzione, sempre più collegata al crimine organizzato e i reati di evasione fiscale”. Grasso aggiunge che “da tempo chiediamo maggiori possibilità di condurre fino in fondo le indagini patrimoniali dando alla magistratura gli stessi strumenti di accertamento che ha l’Agenzia delle Entrate”.

Infine, rileva Grasso, “siamo ancora in attesa di iniziative governative e parlamentari che ratifichino tutti quei trattati internazionali e direttive europee che ci mettano in una condizione di reciprocità per sequestrare e confiscare i beni all’estero dei mafiosi e dei corrotti. Tutte queste richieste – conclude Grasso – sono rimaste, negli anni, inevase, pur essendo essenziali per una efficacie lotta al crimine organizzato che non e’ mai stata posta tra le priorità di governo”.

INGROIA – Grasso ha detto di Ingroia: “Come ha sbagliato ad andare a parlare dal palco di un congresso di partito. Deve scegliere. E per me è tagliatissimo per fare politica”. Nessuna risposta alla domanda su chi voterà come sindaco di Palermo perche’ “un magistrato non deve far conoscere le sue preferenze politiche” ha osservato Grasso, spiegando di non aver rivelato il suo voto al primo turno delle comunali nemmeno a sua moglie.

Poi è arrivata la precisazione del procuratore antimafia: “Non ho inteso criticare il collega Ingroia, ho soltanto detto come mi sarei comportato io rispondendo alla domanda di un giornalista che mi chiedeva se io avrei mai parlato ad un comizio di partito”. “Certo – aggiunge – ribadisco che, secondo me, o si fa politica o si esercitano le funzioni di magistrato, ma parlavo in generale, senza personalizzare e senza riferirmi a nessuno in particolare. Per il resto basta ascoltare la registrazione della trasmissione”.

LA REAZIONE DI GASPARRI – Le parole di Grasso su Berlusconi non sono passate inosservate per il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, che ha dichiarato: “Il procuratore nazionale Grasso, dicendo che darebbe il premio speciale per la lotta alla mafia a Berlusconi ed al suo governo, non fa che affermare una evidente verità. E’ stato tutto il centrodestra a condurre una rigorosa e seria azione legislativa e politica antimafia che la sinistra non si e’ mai sognata di realizzare”.

Gasparri ha poi sottolineato le azioni del governo Berlusconi contro la mafia: “Voglio ricordareche abbiamo rafforzato il 41bis garantendo l’applicazione del carcere duro in maniera ampia, a differenza di quanto fecero Mancino, Scalfaro, Ciampi e Amato che arresero lo Stato alla mafia. E vedere poi Giuliano Amato, sotto il cui regno il 41bis veniva cancellato, fare il consulente del governo Monti per la riforma dei partiti e’ una vergogna per le istituzioni della quale chiederemo conto. Grasso quindi non fa altro che dire cose giustissime. Ma ci sono molti altri riconoscimenti che ci attendiamo ancora da lui. Evidentemente la sua prossima campagna elettorale lo spinge finalmente a dire qualche verità in piu”‘.