Mafia al nord: è scontro Lega – Saviano. Castelli: “Noi lottiamo, lui ha fatto i soldi”

Pubblicato il 27 luglio 2010 18:45 | Ultimo aggiornamento: 27 luglio 2010 18:45
castelli

Roberto Castelli

Scontro aperto tra la Lega e lo sccrittore di Gomorra, Roberto Saviano. Saviano in una intervista a Vanity Fair si domanda: “Dov’era la Lega quando la ‘ndrangheta si infiltrava in Lombardia?”. E la Lega lo attacca, anche sul piano personale, attraverso il viceministro Roberto Castelli: “Saviano la smetta, perché gli antimafia a pagamento sono sempre meno credibili”.

L’intervista di Saviano. “La Lega – premette Saviano nell’intervista a “Vanity Fair” – ci ha sempre detto che certe cose al Nord non esistono, ma l’inchiesta sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta in Lombardia racconta una realta’ diversa”. A questo punto, l’interrogativo dello scrittore: “Dov’era la Lega quando questo succedeva negli ultimi dieci anni laddove ha governato? E perché adesso non risponde?”.

Sulla sua vita dopo “Gomorra”, lo scrittore aggiunge: “E’ un libro che non rinnego, lo riscriverei, ma sarei falso se le dicessi che lo amo. Perchè mi ha tolto tutto: io volevo solo diventare uno scrittore. A centomila copie ero felicissimo, mi pubblicano importanti case editrici straniere e mia madre dice che in quei giorni sembrava che volassi, ma io non mi ricordo niente. Volevo comprare con mio fratello una moto, lo sognavamo da tempo. Poi arrivano la scorta, le minacce. Io volevo essere quello di prima. Mi è scoppiato tutto in mano”.

L’attacco di Castelli. “Rispondo subito – esordisce Castelli dettando la sua replica ai cronisti – Saviano è accecato e reso sordo dal suo inopinato successo e dai soldi che gli sono arrivati in giovane età. Unica sua scusante rispetto alle sciocchezze che dice sulla Lega è che, quando noi combattevamo contro la sciagurata legge del confino obbligatorio che tanti guai ha portato al nord, aveva ancora i calzoni corti”.

Se Saviano “nulla sa della storia della Lombardia – continua Castelli – vada a rileggersi la storia della battaglia che la Lega fece a Lecco a iniziare dal ’93 contro i clan della ‘ndrangheta. Atti amministrativi precisi, fatti concreti. Non ci siamo limitati a scrivere quattro cose e a partecipare a quattro conferenze. Né siamo diventati ricchi per questo. Abbiamo corso solo rischi. Infine un invito: vediamo che continua a fare pubblicità al suo libro. La smetta, perché gli antimafia a pagamento sono sempre meno credibili”.

In difesa di Roberto Saviano si schiera Walter Veltroni, secondo il quale Saviano ha semplicemente indicato la realtà delle infiltrazioni mafiose al Nord, e le sue sono “parole vere, non offese”. “La Lega ha reagito scompostamente, con attacchi vergognosi e con minacce. A lui va la mia solidarietà”.

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