“Magistrati montati, Anm mostro”. Brunetta ora ce l’ha con i giudici

Pubblicato il 28 settembre 2009 20:45 | Ultimo aggiornamento: 28 settembre 2009 20:45

BAST250909POL_0058I magistrati? «Servitori dello Stato che si sono montati un po’ la testa». L’Associazione Nazionale Magistrati? «Un mostro». Renato Brunetta sposta l’obiettivo dei suoi attacchi: non più solo “fannulloni” e “golpisti” di sinistra, ora sotto accusa ci sono i giudici.

Nel mondo della giustizia, spiega il ministro della Funzione Pubblica «il mostro è nell’Associazione nazionale magistrati e nel fatto che le sue correnti si riproducono nel Csm: bisogna tagliare questa cinghia di trasmissione», perché, spiega l’esponente del governo, questa presenza produce «effetti sulle questioni economiche, disciplinari e di carriera della categoria, che sono determinate per via sindacale».

Il ministro ha dato vita ad un accesso parapiglia verbale con Gioacchino Natoli, vicepresidente dell’Anm: i due si trovavano alla presentazione del libro “Magistrati, l’ultra casta”, scritto da Stefano Liviadotti.

Ecco come Brunetta ha motivato le proprie affermazioni: «alle 14 al Tribunale di Roma mi hanno detto che non c’è nessuno». La replica di Natoli non è fatta certo attendere e ha tirato in ballo l’esecutivo: «questo succede perché un suo collega di governo ha tagliato gli stanziamenti per gli straordinari».

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Il ministro ha poi puntato l’indice contro l’organizzazione del lavoro all’interno della magistratura, che ha definito «pre-industriale». «Nessuno si è mai premurato di stabilire tempi, metodi, sistemi di controllo – ha concluso Brunetta – Quella dei tornelli era una metafora non tanto lontana dalla realtà: significava la necessità di un’organizzazione scientifica del lavoro che ora in magistratura non c’è».