Manovra: Magistrati proclamano sciopero. Berlusconi: “Leale lavoro con Tremonti”

Pubblicato il 3 Giugno 2010 17:29 | Ultimo aggiornamento: 3 Giugno 2010 19:10

Il presidente dell'Anm, Luca Palamara

Toghe sul piede di guerra contro i tagli della manovra finanziaria. La Giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati, assieme alle altre magistrature, ha deciso di proclamare uno sciopero “contro gli effetti della manovra economica varata dal governo”. I vertici dell’Anm, durante la riunione di oggi, hanno inoltre deliberato l’organizzazione di giornate di mobilitazione e di protesta “con sospensione delle attività di supplenza, con le modalità e i tempi” che verranno proposti al Comitato direttivo centrale convocato per sabato prossimo.

Intanto una nota di palazzo Chigi tenta di spazzare il campo da voci su tensioni tra lui e Giulio Tremonti. “Fuori dai giochi e dagli intrighi di palazzo – si legge -, Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti hanno lavorato insieme e continueranno a lavorare insieme legati, oltre che dall’impegno di Governo, da una leale ed antica amicizia personale”.

Lo sciopero di tutti i magistrati. I magistrati, si legge nel documento della Giunta del sindacato delle toghe, “sono consapevoli della crisi economica in cui versa il Paese e non intendono sottrarsi al loro dovere di cittadini e di contribuenti, ma devono denunciare che le misure approvate dal governo sono ingiustamente punitive nei loro confronti e di tutto il settore pubblico: e’ inaccettabile – rileva l’Anm – essere considerati non una risorsa, ma un costo o addirittura uno spreco per la giustizia”.

La manovra varata dal governo, infatti, secondo l’Associazione magistrati, “incide unicamente sul pubblico impiego, senza colpire gli evasori fiscali (già beneficiati da numerosi condoni), i patrimoni illeciti, le grandi rendite e le ricchezze del settore privato, paralizza l’intero sistema giudiziario e scredita e mortifica il personale amministrativo, svilisce la dignita’ della funzione giudiziaria e mina l’indipendenza e l’autonomia della magistratura” ed “incide in misura rilevante sulle retribuzioni dei magistrati nella prima fase della carriera, soprattutto dei piu’ giovani che subiscono una riduzione di stipendio fino al 30 per cento”.

Questo, in particolare, “significherà allontanare i giovani dalla magistratura”, osserva il sindacato delle toghe, secondo il quzale la manovra “colpisce in maniera iniqua, indiscriminata e casuale”. Ad esempio, sottolinea l’Anm, “un pubblico dipendente (magistrato o altro funzionario) con uno stipendio lordo di 150mila euro subira’ un taglio di stipendio di 3mila euro lordi l’anno (cioe’ il 2% dello stipendio), mentre un magistrato di prima nomina con uno stipendio lordo di circa 40mila euro subira’ tagli complessivi per circa 10mila euro lordi l’anno (circa il 25% dello stipendio)”.

La nota di palazzo Chigi. Nella nota diffusa da palazzo Chigi si legge che il premier e il ministro dell’Economia stanno lavorando insieme alla manovra e i punti all’attenzione sono due: “a) sulla manovra di stabilizzazione finanziaria. Una manovra basata sull’impegno europeo e poi sviluppata attraverso un comune e intenso lavoro di preparazione. Nell’ambito di una grave crisi finanziaria, la più grave nel mondo dopo quella del 1929, il governo Berlusconi è fermamente convinto di avere fatto la cosa giusta, nel tempo giusto, nell’interesse dell’Italia. Il governo la presenterà in Parlamento forte delle sue convinzioni, certo del senso di responsabilità della sua maggioranza”.

Secondo punto: “Su ciò che è necessario e possibile per rendere il nostro Paese competitivo sulla crescita, a partire da un grande progetto di liberalizzazione delle attivita’ economiche”.