Magistrati, la sinistra arriva ultima. Votano e…altro che toghe rosse

di Lucio Fero
Pubblicato il 12 luglio 2018 8:27 | Ultimo aggiornamento: 12 luglio 2018 10:08
Magistrati, la sinistra arriva ultima. Votano e...altro che toghe rosse

Magistrati, la sinistra arriva ultima. Votano e…altro che toghe rosse

ROMA – Magistrati, la sinistra arriva ultima. Magistrati votano per le loro rappresentanze di categoria e svanisce l’idea e la sostanza delle cosiddette toghe rosse. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] A grande maggioranza la Magistratura italiana sceglie uomini e programmi che non sono di sinistra, anzi. E’ l’epilogo (purtroppo non la fine) di un lunghissimo, pluridecennale equivoco politico culturale: quello per cui il tutti in galera e tutti sotto inchiesta e tutti ladri fosse…la via italiana al socialismo.

La candidata di Area, la corrente di sinistra tra i magistrati appunto, giunge quarta su quattro alle elezioni interne. Rita Sanlorenzo raccoglie ben mille voti in meno del trionfatore. E il trionfatore è Pier Camillo Davigo, il magistrato che all’epoca di Mani Pulite auto assegnò alla Magistratura il compito non solo di reprimere il crimine ma, letteralmente, quello di “rivoltare l’Italia come un calzino”.

Trionfa nella consultazione interna quella parte della Magistratura che da anni vede, persegue e concepisce la stessa attività politica come criminogena in sé. Politica non necessariamente attività criminale, ma criminogena sì. Cioè l’esercizio del potere e la gestione della cosa pubblica sono per questa visione in gran spolvero nella Magistratura italiana attività che generano crimine, illegalità, reato. Quindi ogni atto amministrativo è di per sé sospetto e in teoria meritevole di indagine. La Magistratura in stato di inchiesta generale e permanente sulla vita pubblica. Questo è quel che arriva primo nella conta interna.

Una visione del mondo, prima ancora che della Magistratura, che mutua qualcosa da Di Pietro, abbraccia e comprende l’idea M5S del potere sempre sospetto e del cittadino sempre contro parte del potere, contiene ed esaudisce l’antica istanza di destra della dura pena e del tintinnare di manette come pedagogia sociale. Un manette pronte per tutti in cui destra classica, dipietrismo e M5S si ritrovano e fondono insieme.

La corrente di destra dei magistrati, Magistratura Indipendente, arriva seconda nella consultazione interna. Quella di centro, Unità per la Costituzione, arriva terza. Ultima la sinistra.

E’ un ribaltamento di quanto era avvenuto in precedenti elezioni interne. Ma non è una rivelazione. La cultura del tutti permanentemente sotto indagine del manette pronte per tutti non ha più bisogno della sinistra politica e culturale per viaggiare e prosperare. Ora ha dalla sua parte i nuovi vincitori, i nuovi governanti. Che tra l’altro sono culturalmente più, come dire, espliciti nella condivisione della comune e suddetta cultura. Quindi la Magistratura molla l’involucro della sinistra politica come una guaina protettiva che non serve più. Ed esce, si manifesta al naturale: con un voto iper giustizialista e di destra. In perfetta assonanza con gli equilibri di governo.

Altro che toghe rosse…Eppure la sinistra ci ha creduto per decenni. Ha creduto che la bandiera della questione morale fosse impugnata e tenuta alta dai Pubblici Ministeri coi loro avvisi di garanzia. La questione morale di Berlinguer era proprio altra cosa, ma per decenni la sinistra ha fatto finta di non saperlo. La sinistra ha creduto, voluto credere che la democrazia e la giustizia sociale fosse un magistrato contro Craxi e poi uno contro Berlusconi e sempre e comunque un magistrato contro un politico questo fosse missione e scorciatoia.

Sinistra che ha coccolato, cavalcato il giustizialismo manettaro, tratto costituzionale della destra. Ma che da noi era diventato tratto anatomico della sinistra. Sinistra che ha carezzato e nutrito, fino a che ha potuto, il tutti in galera che nasceva e gonfiava sotto forma di anti casta made in M5S. Poi la sinistra è stata divorata dalla sua creatura. Ma non le basta ancora. la pubblicistica e il linguaggio della sinistra sono ancora pieni, farciti e dipendenti, tossicamente dipendenti dall’idea e dal valore della via moral-giudiziaria al…socialismo(?). Una storia lunga con molte illustri stazioni, da Michele Santoro a Roberto Saviano.

Ora la sinistra è stata mollata dalla Magistratura al voto. Ben le sta. Toghe rosse? Sui giornali tante, nella testa dei magistrati in carne e ossa…ma quando mai?