Di Maio: “Viva Luigino, è ignorante come noi”. I ragazzi del ’99

di Lucio Fero
Pubblicato il 23 gennaio 2018 11:11 | Ultimo aggiornamento: 23 gennaio 2018 11:11
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Luigi Di Maio a Porta a Porta (foto Ansa)

ROMA – Di Maio, non c’è neanche bisogno di domandare: i ragazzi del ’99 Di Maio lo tirano in ballo loro. Come fosse un amico, un conoscente, uno di loro. I ragazzi del ’99, quelli nati nel 1999 ovviamente e per definizione tutta una generazione o quasi, non solo quelli di quell’anno, anche quelli nati negli anni vicini e prossimi al 1999. Insomma quelli che hanno ora più o meno dai 16 ai 24 anni. Quelli che votano il 4 marzo per la prima volta o quasi, quelli che a votare sembra uno su due non ci vogliano andare. E quelli che, se ci vanno a votare, uno su due vota M5S.

Lo tirano loro in ballo Di Maio. Siamo dentro un liceo di Roma, liceo classico. Liceo dove abbondano i prof per così dire democratici e di sinistra e ancor più abbondano i prof delusi dalla sinistra perché si sentono loro la vera sinistra e la cercano disperatamente. Liceo dove abbondano i genitori democratici e di sinistra.

Liceo dove la didattica è democratica e aperta, la sperimentazione è democratica e ampia, l’esclusione questa sconosciuta, la selezione maledetta, la competenza un grazioso optional. Liceo dove fioriscono (a lato e ai margini della didattica ufficiale) corsi spontanei e immaginari tenuti da chiunque su qualunque cosa, ciò che conta è la spontaneità appunto. Liceo non di poveri né di emarginati e dove da qualche generazione non si vede un ragazzo/a genitore che si dica “fascio” (a Roma si dice così) o, se c’è, non si fa vedere.

Liceo dove entusiasticamente un gruppetto di ragazzi (più ragazze in verità) sui 16/17 anni sorride a Di Maio, anzi sorride alla parola Di Maio. E il gruppetto aggiunge: “Viva, vai, forza Luigino”. E lo dicono con una nota che è di autentico, genuino affetto. A Di Maio questi ragazzi vogliono un po’ di bene.

E il perché lo spiegano loro stessi con magnifica e immediata sintesi, lo spiegano meglio di qualunque indagine demoscopica o riflessione socio-politica. Quando si è provato a studiare perché la metà dei giovanissimi vota M5S si è arrivati a qualcosa del genere, ma mai con la precisione e lucidità di questi ragazzi: “Viva Luigino perché è ignorante come noi”.

Ai nonni e ai genitori di questi ragazzi del ’99 è capitato nella loro vita di ammirare e identificarsi da giovani nei più eroici o saggi o trasgressivi o ricchi o epici o maledetti…ma sempre “più” erano. Ai ragazzi del ’99 in questa Italia qui e adesso scatta invece altro. Scatta una simpatia, un identificarsi, un affezionarsi al volo con chi non rappresenta alcun “più”, ma incarna invece l’assoluta assenza di “più”.

Luigi Di Maio, nessuna professione precisa, nessun lavoro vero, tanti tentativi lasciati a mezzo, compresi quelli relativi agli studi è il fratello di tanti dei ragazzi del ’99. Fratello che con la sua biografia li assolve e scioglie da qualunque senso di colpa o inadeguatezza. Con Luigi Di Maio candidato premier finalmente la non competenza diventa virtù civile mai più handicap civile. E’ quello che i ragazzi del ’99 e dintorni hanno imparato nelle scuole che frequentano, è quel che chiedono sia riconosciuto ufficialmente: viva Luigino, è ignorante come noi.

Arriva conferma indiretta ma non tanto da studio internazionale sugli studenti universitari in molti paesi del mondo. I più insoddisfatti sono gli italiani, i fratelli appena maggiori dei ragazzi del ’99 che vanno all’Università e uno su due lamenta “carichi troppo gravosi”, cioè troppo da studiare. Ora al sistema universitario molto si può rimproverare tranne che di essere rigido ed iper esigente quanto a carichi di studio. Con l’eccezione di alcune facoltà, una laurea triennale è alla portata di chiunque. Ma se dalle elementari al liceo la non competenza e l’ignoranza hanno avuto passaporto e cittadinanza allora non sei quel chiunque.

E quindi viva Luigino, uno di noi. Magari al governo, tanto che vuol dire davvero governo…e chi lo sa?