Manager pubblici, per nomine stop a condannati, indagati, politici…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Giugno 2013 20:52 | Ultimo aggiornamento: 24 Giugno 2013 20:52

Manager pubblici, Tesoro: stop a condannati, indagati, politici...ROMA – I condannati, chi ha patteggiato per “gravi delitti” o è indagato per “gravi fattispecie di reato” non potrà più diventare un manager pubblico. Lo ha stabilito il Ministero dell’Economia su imput di una mozione approvata la scorsa settimana al Senato.

Fuori anche i politici di ogni livello e chi non dispone di congrue competenze ed esperienze professionali, tanto che a sostenere il Tesoro nella ricerca vengono chiamate anche le società di cacciatori di teste.

La direttiva, emanata da Enrico Saccomanni d’intesa con la presidenza del Consiglio, ”fornisce al Dipartimento del Tesoro i criteri di eleggibilità e gli indirizzi da osservare nelle procedure di selezione dei componenti degli organi di amministrazione di società direttamente o indirettamente controllate dal ministero” e ”individua precisi indirizzi per la remunerazione dei vertici aziendali”.

Per quanto riguarda l’ineleggibilità si specifica che sono esclusi candidati che siano membri delle Camere, del Parlamento europeo, di Consigli regionali e di Consigli di enti locali con popolazione superiore a 15.000 abitanti. E’ inoltre prevista l’ineleggibilità e, nel corso del mandato, la decadenza automatica per giusta causa, senza diritto al risarcimento di danni, in caso di condanna, anche in primo grado, o di patteggiamento per gravi delitti.

Sempre con riferimento a gravi fattispecie di reato, si prevede l’ineleggibilità anche a seguito del mero rinvio a giudizio, mentre, qualora il rinvio a giudizio intervenga nel corso del mandato, si attiva un procedimento che vede coinvolta anche l’assemblea della societa’ interessata. Si va dai delitti contro la p.a. a quelli in materia tributaria, dalle norme che regolano l’attività bancaria alle false comunicazioni, fino ai reati contro il patrimonio.

Una volta escluse tutte queste categorie, la scelta andrà fatta seguendo ”specifici parametri per la valutazione della competenza professionale e dell’esperienza dei candidati, con una particolare attenzione ai requisiti richiesti ai fini della nomina come amministratore delegato”. Un compito non facile in particolare per le società quotate, per il quale il Dipartimento del Tesoro sara’ supportato da due societa’ di ‘recruiting’, la Spencer Stuart Italia e la Korn Ferry. Una lista ristretta di nominativi verrà così sottoposta al ministro, che procederà alle designazioni solo dopo aver ottenuto il parere favorevole di un apposito Comitato di garanzia, di cui faranno parte a titolo gratuito il presidente emerito della Consulta Cesare Mirabelli, il direttore generale onorario di Bankitalia Vincenzo Desario e il consigliere del Cnel Maria Teresa Salvemini.

La direttiva, infine, fornisce precise indicazioni anche sui compensi, che dovranno essere allineati alle best practices internazionali, tenere conto delle performance aziendali e in generale essere ispirate alla moderazione, vista anche la crisi economica.

Tra le società che per prime saranno coinvolte dalla nuova direttiva ci sono le Ferrovie, la cui assemblea è in programma per il 28 giugno. Ma il tempo stringe: ”Non credo che si farà la nomina”, ha infatti avvertito l’attuale ad Mauro Moretti. E anche Salvemini ha confermato: ”Abbiamo bisogno di tempo, stiamo cercando di avere le documentazioni necessarie”.