“No al silenzio di Stato”: manifestazione contro la ‘legge bavaglio’, la diretta

Pubblicato il 1 Luglio 2010 17:02 | Ultimo aggiornamento: 1 Luglio 2010 20:45

Da Roma a Milano, passando per Torino, Bari, Palermo, Padova e Parma, Pavia, Catanzaro fino a Londra, Parigi e Bruxelles va in scena la manifestazione contro il disegno di legge sulle intercettazioni (in tutto in 21 piazze). Giornalisti ed editori in testa si sono riuniti a Roma in piazza Navona sotto lo slogan: “No al silenzio di Stato”, dalle 17 alle 22. La maratona è coordinata sul palco dalla giornalista Tiziana Ferrario per questo primo appuntamento in vista del giorno del silenzio indetto per il 9 luglio prossimo dalla Federazione nazionale della stampa, che ha lanciato la manifestazione.

Contro la legge bavaglio sono scesi in piazza il Popolo viola, la Cgil, l’Arci, Articolo 21, Libertà e giustizia, Agende Rosse e Libertà è partecipazione. E ancora i partiti Pd con il suo segretario Pierluigi Bersani, l’Idv e il leader Antonio Di Pietro, Sel, Federazione della sinistra e anche i magistrati. Tra i volti noti anche Dario Fo, in collegamento telefonico, Massimo Ghini, Leo Gullotta, i Tetes des bois, la Piccola Sinfonietta, Giovanna Marini.

A Milano il raduno è iniziato alle 18, 30 in piazza Cordusio con la  partecipazione dell’ex senatore Pd e giurista Carlo Smuraglia, i giornalisti Gianni Barbacetto, Peter Gomez, Guido Besana, e Daniele Biacchessi, lo scrittore Vincenzo Consolo e l’avvocato dei familiari delle vittime della strage di Piazza Fontana, Federico Sinicato.


20.27 L’attrice Ottavia Piccolo legge un testo della giornalista russa Anna Politkovskaja che denunciava le violenze dei russi in Cecenia. Tra i passaggi più’ applauditi, quello in cui Anna scriveva ”quando hai una tessera politica non sei un giornalista, sei un portavoce”. E anche ”sono una giornalista, mi limito a raccontare i fatti come sono, come stanno. Sembra una cosa facile, ma qui non lo e’ affatto. Sono stanca di ricevere dalla 10 alle 15 minacce di morte a settimana” e ”di raccontare ai miei figli perche’ sono stata in galera”. E infine ”qui la stampa si divide tra chi sta con la Russia e chi non sta con la Russia”.

20.07 Mentre la manifestazione è in corso arriva l’annuncio del presidente del Senato, Renato Schifani: “L’esame del ddl sulle intercettazioni si farà in Senato comunque dopo l’estate”. Schifani ha spiegato che per un esame prima della pausa estiva “non ci sono i tempi tecnici”.

20.05 Sul palco sale Roberto Saviano in difesa della libertà di stampa e dell’importanza delle intercettazioni per l’informazione. ”C’e’ un grande fraintendimento in questa vicenda. Non e’ vero che questa legge difende le telefonate tra fidanzati, il suo unico scopo e’ impedire di conoscere cio’ che sta accadendo, che il potere venga raccontato. La privacy che vogliono proteggere e’ quella degli affari, anzi dei malaffari”. Secondo lo scrittore ”quello che state facendo supera i confini italiani. Non difendere la liberta’ di stampa, la democrazia qui, vuol dire non permettere venga difesa in Europa. Quello che stiamo facendo e’ anche per permettere che altrove ci sia la liberta’ di essere liberi di raccontare. Non e’ vero che cosi’ si diffama l’Italia, tutt’altro”.

Saviano e’ convinto che questa battaglia sia ”trasversale. Credo che il Paese si stia dividendo in persone perbene indipendentemente dalle idee e banditi, indipendentemente dalle idee”. Lo scrittore ha aggiunto di essere rimasto ”ferito dalle parole di ieri di Dell’Utri”. Per Saviano, ”ci stanno spingendo a dire ‘tanto e’ tutto uno schifo, e’ tutta una chiavica’. Questo non bisogna pensarlo, e’ esattamente quello che vogliono. Resistere e’ una parola complicata, forse un po’ abusata come amore, se la spendi troppo si lercia. Per me resistere oggi significa raccontare. C’e’ uno spazio in questo momento per parlare al cuore delle persone. Resistere ha una grande immagine, sognare un paese diverso. Danilo Dolci, che era un filosofo, diceva che l’uomo cresce solo se sognato. Io credo l’Italia potrebbe crescere se iniziamo a sognarla”.

19.44 Il commento di Dacia Maraini: “‘E’ un segno di reazione in un paese che sembra tramortito, in stato di trance. E’ positivo – ha aggiunto – che i giornalisti abbiamo trovato un accordo, un’unanimita’ per la protesta contro il tentativo di imbavagliare le voci piu’ coraggiose”. Per la scrittrice, ”e’ un buon segno. Non so se riusciremo a fermare questa legge, ma siamo gia’ sulla buona strada”. E, a una domanda sulla presenza di Patrizia D’Addario nel retropalco della manifestazione, ha affermato: ”ha diritto di dire la sua e farsi ascoltare. Sono per la pluralita’ delle voci. Se stiamo contro il bavaglio dobbiamo esserlo anche per lei. Poi – ha concluso – ognuno giudicherà”.

19.41 Patrizia D’addario scalda piazza Navona. ”Via le escort di Berlusconi da questa piazza”, ha detto nel retropalco Benedetta Buccellato, segretaria dell’Associazione per il teatro italiano. ”E’ la vergogna della Nazione. Sta facendo pubblicita’ al suo libro dove ci sono gli organizzatori di una manifestazione per la dignita’ della cultura. Non e’ una scrittrice. E’ una cosa ignobile”. Poi, a pochi metri dalla D’Addario circondata dai giornalisti, ha urlato: ”via, fuori le escort!”, per poi aggiungere ”mi denunci pure perche’ l’ho chiamata escort”.

Il commento della escort barese, detta Brummel, è arrivato subito: ”Mi ha aggredito usando parolacce. Io sono stata invitata dagli organizzatori. Non credo che la signora avrebbe mai il coraggio che ho avuto a raccontare la verita’ a un magistrato”. Poi la D’Addario ha annunciato che nel suo prossimo libro ci saranno ”altre verita’. Finora sono stata molto, troppo gentile. Ma dovra’ uscire prima che esca questa legge, altrimenti non uscira”’.

19.15 Roberto Natale, presidente della Fnsi, risponde quando gli viene chiesto di dare il numero dei partecipanti alla manifestazione: “Non diamo i numeri. Ci contino. La piazza è piena e siamo strasoddisfatti”.

19.00 Il leader del Pd Pierluigi Bersani ha affermato: ”Il presidente della Repubblica ha ricordato con qualche amarezza che i suoi consigli non sono stati seguiti. Loro hanno voluto forzare calendarizzando il ddl sulle intercettazioni. A questo punto io sono perche’ il ddl venga ritirato. Lui si aspettava delle modifiche che a dire il vero ci aspettavamo tutti – ha precisato Bersani – anche se a questo punto io sono perche’ il ddl venga ritirato”.

18.52 Chiama in campo impegno civile e maturità Dario Franceschini, capogruppo Pd a Montecitorio: “In un paese di democrazia matura la battaglia contro il decreto sulle intercettazioni sarebbe una battaglia civile a prescindere dagli schieramenti. E in piazza oggi dovrebbero esserci tutti i cittadini di destra e di sinistra a difesa di diritti tanto faticosamente conquistati e a difesa della lotta contro la criminalità e i reati”. “Siamo qui -ha detto Franceschini- per una battaglia di libertà, per la libertà di stampa e per difendere la possibilità di contrastare reati e criminalità. Speriamo prevalga la consapevolezza che si tratta di una battaglia per tutelare i diritti di ciascun italiano, a prescindere dal suo colore politico”.

18.50 In piazza Navona intervengono anche Ilaria Cucchi e Patrizia Aldrovandi per ricordare l’impegno dei giornalisti che hanno seguito i casi delle morti violente dei loro cari, Stefano e Federico.

18.45 Contro il ddl intercettazioni l’attore Dario Fo ironizza sul presidente del Consiglio: ”Quello che state facendo umilia e mortifica un uomo solo Cercate di non mostrare cosi’ tanto la vostra unita’ e forza, e’ un essere umano in fondo”. ”E’ un uomo che sta perdendo i colpi, che viene tradito anche da chi ha piu’ vicino. Siamo solidali, aiutiamo un uomo perduto, ignoriamo Berlusconi’.

18.40 Patrizia D’Addario: “Se ci fosse stata questa legge, voi sareste andati in carcere e la mia verità non sarebbe mai venuta fuori”.

“Sono qui per il vostro lavoro e la vostra libertà di stampa, e per la mia. Questa legge – ha aggiunto la D’Addario – mi riguarda perchè io l’anno scorso ho raccontato la verità e la sto pagando”. La D’Addario, che sta scrivendo il suo secondo libro, ha detto che le ha fatto effetto sentire parlare di un emendamento ribattezzato con il suo nome. Alla domanda sulla possibilità che diventi un’icona della manifestazione, ha risposto: “Se lo vogliono, sarò felice di esserlo”. Quanto all’ipotesi di scendere in politica, “sono troppo impegnata – ha risposto – a difendermi da chi mi ha infangata”. Ma subito dopo, ha aggiunto: “Se Di Pietro mi candidasse? Perchè no”.

18.34 Il pianista jazz Danilo Rea  sul palco.

18.22 La cantante Fiorella Mannoia si unisce allo sdegno della piazza per non fare passare la legge bavaglio. Poi lancia un appello alla Lega, Pdl e finiani: “Se vi rimane coscienza civile, non votate questa legge. Spero che l’Unione europea ci sanzioni per questo se dovesse passare”.

18.18 Piero Fassino alla manifestazione a piazza Navona a proposito dei dubbi dei ‘finiani’ in merito al ddl intercettazioni afferma: “Mi auguro che le riserve e le critiche che vengono da settori della maggioranza trovino il modo di manifestarsi al momento del voto sul provvedimento”.

“Questa manifestazione rende evidente la situazione critica che stiamo vivendo. C’è un presidente del Consiglio che pensa che la stampa debba essere al servizio del potere. È giusto essere qui -dice Fassino- e dire no a una brutta legge che rappresenta una riduzione del diritto dei cittadini ad essere informazioni e una riduzione della capacità dei magistrati ad indagare”.

18.15 Antonio Di Pietro, Idv, parla di legge inemendabile:  ”Questa legge e’ inemendabile, va ritirata. Qualora non andasse cosi’ mi impegno a promuovere un referendum popolare abrogativo. ‘Manifestiamo oggi nella piazza e all’interno del Parlamento per evitare che succeda quello che accadde quando arrivo’ Mussolini – ha proseguito Di Pietro – quando tutti fecero finta di non accorgersi che la liberta’ stava andando a farsi benedire”.

18.14 Giuseppe Giulietti di Articolo 21 afferma: “Con questa legge le varie cricche saranno in libertà, vivranno nella porta accanto. Dovrebbe essere la Lega ad opporsi a questa legge: oscuramentedella pubblica opinione per i cittadini che non sapranno dei reati di mafia, i drammi dei tumori di amianto che non sarebbero stati raccontati. Si vuole oscurare l’informazione perché non possa così più scelgiere liberamente perché incappucciata e imbavagliata….Si potrà fare macelleria sociale nel silenzio”. Poi rinnova l’appello alla piazza per non mollare e continuare a resistere anche davanti alla Camera quando verrà approvata la legge sulle intercettazioni.

“L’obiettivo finale è per tutti noi che possiamo avere a che fare con le notizie che vanno date, sempre e comunque. Per arrivare insieme e vincere questa battaglia”.

18.11 Il vicesegretario del Pd Enrico Letta ha commentato l’intervento del Quirinale: “Le parole del presidente Napolitano, massimo garante dei principi costituzionali, sono uno sprone per tutti noi per cambiare la legge sulle intercettazioni. La bella manifestazione di oggi è un’ulteriore spinta -sottolinea Letta- a dare battaglia in Parlamento”.

18.09 Ennio Morricone in collegamento telefonico con piazza Navona dà il suo sostegno alla protesta: “L’Italia era il paese della musica della cultura e delle arti, poi è statao tagliato inesorabilmente il sostegno economico ed io ho capito che è il paese dell’anti-musica. Oggi stiamo toccando il fondo con questa legge”.

17.51 Walter Veltroni: “Il Pd sta facendo il possibile contro questo provvedimento. Lo ha già fatto al Senato e lo farà ancor di più alla Camera” contro una misura che per Veltroni è doppiamente sbagliata: “questa legge va male in due direzioni, perchè limita l’azione della magistratura e limita la libertà di stampa”.

17.50 L’Idv è pronta ad occupare il Parlamento ad agosto. Lo garantisce il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. Il fatto che il provvedimento sia stato calendarizzato a Montecitorio a fine luglio è per Di Pietro “una truffa, un raggiro per fare in modo che i cittadini non sappiano quello che sta accadendo nelle segrete stanze del palazzo. Ma noi ci saremo, saremo in aula e ci resteremo anche a costo di occupare il Parlamento ad agosto”.

17.49 Il gruppo musicale Tete de bois sul palco. Ricordano le morti di Stefano Cucchi e Federico Aldrovandi.

17.37 Da Malta il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, rispondendo ad una domanda sulla manifestazione: ”I punti critici della legge sulle intercettazioni nel testo approvata dal Senato risultano chiaramente”, ha detto aggiungendo che il Quirinale non ha il compito di formulare modifiche e che si riserva una valutazione finale nell’ambito delle prerogative proprie del Capo dello Stato.

”A noi non spetta indicare soluzioni da adottare e le modifiche da approvare nel corso del dibattito parlamentare sulle intercettazioni. Valuteremo obiettivamente se verranno apportate modifiche adeguate alla problematicita’ di quei punti che sono stati indicati gia’ in evidenza. Ci riserviamo – ha concluso – la valutazione finale nell’ambito delle nostre prerogative”.

“A noi non spetta indicare soluzioni da adottare e modifiche da approvare. Valuteremo obiettivamente se saranno apportate modifiche adeguate alla problematicita’ di quei punti messi in evidenza. Ci riserviamo la valutazione finale nell’ambito delle nostre prerogative”.

I giornalisti avevano chiesto a Napolitano di dire se c’e’ un allarme in Italia per la liberta’ di stampa e di commentare le il giudizio critico espresso ieri dal Garante della privacy, Francesco Pizzetti. ”Non mi pronuncio mai – ha risposto – sulle relazioni dei garanti delle autorita’ indipendenti. Consiglio pero’ di leggere accuratamente la relazione del Garante della privacy, che non mi pare che si lamenti perche’ si mette un po’ troppo l’accento sulla privacy, sarebbe paradossale e un parere piu’ argomentato e complesso. Le istituzioni di garanzia non lanciano allarmi, formulano pareri e valutazioni”

17.34 Franco Siddi, segretario dell’Fnsi, sindacato unitario dei giornalisti: “E’ una manifestazione di responsabilità per tutti per assicurare il diritto ad essere informare. dei cittadini, senza censure ed autorizzazioni. Le notizie dell’autorità giudiziaria così non appariranno per anni sui giornali. Se non ci fosse stata la casta da tutelare nessuno avrebbe proposto una legge “per tutelare la privacy”. Non si interviene però bloccando le notizie ed intervenendo a priori.”

“Noi arriveremo fino a Strasburgo perché il flusso delle notizie possa continuare e non venga interrotto. Inauguriamo la giornata della resistenza civile. Questa battaglia la vinceremo contro l’atto di forza parlamentare”.

Oggi si inaugura la giornata della resistenza civile del 21 secolo che mai avremmo pensato di inaugurare. Non la faremo clandestinamente ma alla luce del sole ripeteremo che la liberta’ e’ un bene fondamentale, che e’ conoscenza, chi considera l’informazione un pericolo sara’ sconfitto”. ”Il ddl intercettazione e’ squilibrato e ingiusto – ha aggiunto Siddi – e la battaglia andra’ avanti, anche usando armi di disobbedienza civile perche’ le leggi sbagliate non si rispettano, rispettarle significherebbe portarci nell’illegalita”’.

17.25 Patrizia D’Addario, la escort barese andata sui giornali per i suoi incontri con il premier Silvio Berlusconi, è in piazza: “Io sono per la libertà di stampa e perchè questo ddl non abbia un seguito. Sono qui per la vostra libertà -dice ai cronisti- e anche per la mia perchè l’anno scorso io ho raccontato la verità a un giudice ed ora sto ancora pagando per quello che ho detto, ma con questa legge la verità non sarebbe mai uscita fuori”

17.24 In una nota il portavoce dell’Italia dei Valori, Leoluca Orlando. Spesso intercettando uno spacciatore si arriva ad arrestare un mafioso. Maroni o non sa di cosa sta parlando, o in malafede ha svenduto la sicurezza degli italiani per fare un favore a Berlusconi. Dato l’incarico che ricopre dovrebbe chiarire le sue parole o dovrebbe avere almeno la dignita’ di dimettersi”.  Secondo l’esponente dipietrista ”sono gravissime le sue parole. Infatti, i membri di Cosa nostra non ce l’hanno scritto in fronte e il ministro leghista dovrebbe essere a conoscenza del fatto che, intercettando spacciatori, estorsori, ladri e rapinatori, si arriva a catturare gli esponenti della criminalita’ organizzata perche’ i reati sono connessi fra loro. Anche Maroni pensa come il suo collega Bossi, che si deve il favore dell’impunita’ a Berlusconi e ai suoi amici come Brancher? Lo spieghi ai suoi militanti che pedofili, violentatori e mafiosi – conclude – non potranno piu’ essere fermati se passa questo obbrobrio”.

17.23 Cosi’ il senatore del Pd Giuseppe Lumia sul ddl intercettazioni. Questa non e’ una legge per tutelare la privacy, bensi’ un attacco frontale alla magistratura e alla liberta’ di informazione. Con la scusa della riservatezza vogliono mettere al riparo dalla giustizia e dall’opinione pubblica i tanti furbi e mascalzoni che popolano la classe dirigente di questo Paese. I cittadini onesti non hanno paura di essere intercettati”. ”Berlusconi e le sue maggioranze – aggiunge Lumia – ci hanno abituato a tutto, ma non possiamo rassegnarci alla distruzione della giustizia e al soffocamento della libera informazione. Si tratta di due pilastri irrinunciabili, senza i quali verrebbero a mancare i presupposti della democrazia. Per questo e’ importante organizzare un’opposizione durissima nelle istituzioni e nella societa’ contro questo provvedimento”.

17.00 Tutto pronto per la manifestazione in piazza Navona. L’evento è seguito anche via Skype e in diretta online con Libera rete, poi da Corriere.it, Rainews24. Dal palco viene letto l’articolo 21 della Costituzione: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure (…)