Manifesti anti-pm, Lassini ritratta: “Non li ho fatti io”

Pubblicato il 23 Gennaio 2012 13:44 | Ultimo aggiornamento: 23 Gennaio 2012 13:52

MILANO – ”Quei manifesti non li ho ordinati io, li ho visti per la prima volta quando sono stati affissi”. Cosi’, in sostanza, si e’ difeso Roberto Lassini, l’ex candidato alle elezioni comunali milanesi, interrogato oggi dai pm di Milano Ferdinando Pomarici e Grazia Pradella nell’ambito dell’inchiesta che lo vede accusato di vilipendio all’ordine giudiziario in relazione ai manifesti ‘Via le Br dalle Procure’ che comparvero per le strade di Milano nell’aprile 2011.

La difesa di Lassini, rappresentato dall’avvocato Davide Steccanella, ha depositato ai magistrati anche una e-mail del 2 marzo 2011 nella quale l’ex candidato alle comunali – che poi rinuncio’ alla ‘corsa’ proprio per le polemiche legate a quei manifesti – rispondeva a Giacomo Di Capua, ex capo della segreteria politica del parlamentare del Pdl Mario Mantovani, facendo presente che alcune bozze di manifesti che gli erano stati fatti vedere non andavano assolutamente bene, perche’ ”appaiono attacchi diretti alla magistratura”. In sostanza, Lassini, come ha chiarito l’avvocato Steccanella, si e’ difeso sostenendo di non aver commesso il fatto contestato.

Di Capua, invece, anche lui accusato di vilipendio, e’ stato interrogato sabato scorso e la sua difesa, da quanto si e’ saputo, punta sul diritto di critica. Da quanto si e’ appreso, poi, i pm oggi hanno domandato a Lassini anche quale reazione ebbe Mantovani, coordinatore lombardo del Pdl, quando seppe che Di Capua aveva ordinato l’affissione di quei manifesti anti-pm. Lassini ha risposto che il parlamentare si adiro’ e spiego’ che avrebbe preso provvedimenti nei confronti di Di Capua, che venne poi allontanato dalla segreteria politica.

Nel capo di imputazione a carico di Lassini, i pm riportano parte di un’intervista rilasciata al Giornale, il 17 aprile 2011, dall’ex candidato nella quale lui diceva, tra l’altro, ”sono miei quei manifesti su Br e pm”. La difesa sul punto, pero’, ha depositato ai magistrati una memoria con una serie di allegati, precisando che Lassini, intervistato sempre dal Giornale, disse anche: ”Ma non li ho visti prima dell’affissione”.

Nella memoria difensiva e’ stata allegata una e-mail che Di Capua invio’ lo scorso 2 marzo a Lassini trasmettendogli 8 bozze di manifesti con su scritto ‘Volete cacciare Berlusconi? Prima vincete le elezioni’, ‘Toghe rosse ingiustizia per tutti’, ‘Riformare la Giustizia e’ bene per tutti’, ‘Toghe rosse casta impunita’ e altri. Lo stesso giorno Lassini gli rispose via mail: ”Ok per ‘volete cacciare Berlusconi?’ e per ‘Riformare la giustizia e’ bene per tutti’. Gli altri appaiono attacchi diretti alla Magistratura”.    Nel corso dell’interrogatorio, Lassini, dopo aver respinto qualsiasi responsabilita’ riguardo ai manifesti, ha comunque rivendicato il ruolo della sua associazione ‘Dalla parte della democrazia’. L’atto costitutivo dell’associazione e’ stato depositato ai pm dalla difesa, assieme anche alla lettera di scuse trasmessa da Lassini al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il 19 aprile 2011.