Milano invasa da manifesti pro Berlusconi. Ma è giallo sui finanziatori della campagna

Pubblicato il 25 Febbraio 2011 19:27 | Ultimo aggiornamento: 25 Febbraio 2011 19:27

MILANO – I messaggi che da qualche giorno tappezzano Milano sono chiari. Si va da “Silvio resisti. Salva la democrazia” a “la giustizia politica uccide la libertà” passando per “la sovranità popolare è sacra”.  Ad essere un po’ meno chiara è la firma sui poster, “associazione dalla parte della democrazia”.

Fino ad oggi, infatti, di questa associazione non si era sentito mai parlare ed anche una eventuale ricerca in rete non fa luce: su internet, di “associazione dalla parte della democrazia”, non c’è traccia. Milano, invece, è invasa da manifesti che inneggiano al premier e lo invitano a resistere al suo posto.

A cercare di far luce sul giallo dei poster ci si è messo il sito di Sky. Detto, fatto, una ricerca ha portato ad una pagina Facebook, www.governoberlusconi.it, in cui è possibile scaricare i manifesti. La pagina, spiega Sky,

fa riferimento al blog www.ilquadernoazzurro.info, opera del deputato Pdl Antonio Palmieri, proprio l’onorevole che si occupa della comunicazione su Internet per il premier.

Ma, almeno per il momento, la pista finisce qua. Spiega infatti Palmieri al Corriere della Sera: “Il blog è una mia iniziativa, nata raccogliendo il suggerimento di colleghi deputati e simpatizzanti”. Quanto ai manifesti, niente: “Non ho al momento notizie sull’associazione che li ha firmati. I miei collaboratori li hanno visti in giro per Milano, li hanno fotografati e rielaborati per il sito”.

La domanda, quindi, resta: chi ha messo i soldi per la campagna? Il Corriere della Sera chiede lumi al comune di Milano ma non cava un ragno dal buco. Una domana all’assessore all’Arredo e Decoro Urbano del Comune, Maurizio Cadeo, non risolve il mistero: “Tempo fa – spiega – ci è stato chiesto quanto sarebbe costato mettere quella campagna sugli impianti gestiti direttamente dal Comune, che sono una piccola percentuale di quelli presenti in città, ma poi la cosa non è stata portata avanti. Evidentemente in seguito i promotori hanno deciso farla pubblicare da una delle società private che hanno avuto gli impianti in concessione triennale dal Comune”. Restano i manifesti blu, insomma, e resta il giallo sulla misteriosa associazione che li ha fatti stampare.