Manovra: 80 euro ai poliziotti, via la ‘tassa’ calciatori

di redazione Blitz
Pubblicato il 14 Dicembre 2015 5:30 | Ultimo aggiornamento: 13 Dicembre 2015 20:46
Manovra: 80 euro ai poliziotti, via la 'tassa' calciatori

Matteo Renzi

ROMA – Lotta al cyber crime e telecamere nelle case, 80 euro alle forse di polizia e micro-satelliti per sicurezza, ma anche fondi per le periferie, 500 euro ai diciottenni per spese cultura e 1.000 euro per l’acquisto di strumenti nuovi dagli studenti dei conservatori. Il governo presenta il ”ricco” pacchetto su sicurezza e cultura.

Sono 2,6 miliardi, oltre mezzo miliardo in più di quanto preannunciato dal premier Matteo Renzi. Sostituiscono il calo dell’Imposta sulle Società (l’Ires) ipotizzato già nel 2016 e legato alla clausola migranti. La copertura, quindi sarà in deficit, con un aumento del ‘rosso’ dei conti del prossimo anno dal 2,2 al 2,4%.

Di fatto la manovra contenuta nella legge di Stabilità lievita, allungando i tempi dell’approvazione tra le proteste delle opposizioni. E non solo per gli 8 emendamenti del governo, ma anche per i 32 presentati dai relatori, sui quali si scaricheranno molti sub-emendamenti. Alla fine, con gli 80 emendamenti già approvati, si rischia di arrivare ad un nuovo testo monstre. Quota mille commi appare a portata di mano.

Molte novità sono di rilievo. Il governo, ad esempio, prevede un credito d’imposta – sul quale punta 15 milioni – per favorire l’acquisto da parte di cittadini di impianti di videosorveglianza elettronica o stipulare contratti con vigilantes. Ma il credito d’imposta, che vale solo per le persone fisiche, non potrà essere utilizzato da lavoratori autonomi e mini imprenditori, in pratica per commercianti e professionisti.

I relatori, invece, chiedono di abrogare il ”balzello” che fa tassare come Irpef dell’atleta il 15% delle spese sostenute per contratti di compravendita delle prestazioni dei professionisti, in pratica di calciatori. Era una norma che aveva un effetto soprattutto anti-elusivo. Lo sport entra in manovra anche con il Gran Premio di F1 di Monza: il finanziamento delle iniziative potrà ora essere fatto non solo con il bilancio della federazione/Aci ma anche con i proventi del Pra.

Una mini-mazzata, invece, rischia di arrivare – ma l’emendamento è dei relatori e quindi con l’ok incorporato – per tutte le imprese che gestiscono archivi con dati personali: dalle banche alle società telefoniche. Servirà a finanziare il funzionamento degli uffici del garante della Privacy. L’importo varia a seconda del numero dei lavoratori impiegati e può raggiungere, per le imprese con più dipendenti, i 30.000 euro l’anno.

Sul tavolo della commissione Bilancio, che ha dato il via libera al pacchetto banche presentato sabato dal governo, con il fondo di salvaguardia di 100 milioni per restituire parte del denaro perso agli investitori delle quattro banche coinvolte dal crac, è approdato soprattutto il corposo pacchetto sicurezza-cultura.  Prevede 150 milioni per la lotta al terrorismo internazionale che utilizza strumentazioni elettroniche, il cosiddetto cyber crime, e 50 milioni per adeguare gli strumenti di poliziotti e carabinieri, anche i giubbotti antiproiettile.

Viene finanziato un progetto per mini-satelliti con fondi della difesa e soprattutto si rimpinguano le buste paga delle forze di polizia (con la sola esclusione delle capitanerie di porto) con 960 euro l’anno, in pratica un bonus di 80 euro al mese.

C’è poi il capitolo cultura. Il governo promette una card da 500 euro per tutti i ragazzi che diventeranno maggiorenni nel 2016. Potranno utilizzare i soldi per musei e teatri, iniziative culturali e mostre. La novità, su questo fronte, riguarda gli studenti di conservatori e musei musicali. Potranno acquistare uno strumento nuovo ed avere un credito d’imposta di 1.000 euro. Ma la manovra incide su tutti i settori, dalla sanità all’ambiente. I relatori spingono una norma per la mobilità del personale sanitario tra regioni. Gli accordi che lo permettono saranno obbligatori e le compensazioni spettano alla conferenza delle regioni.

Spunta poi una maggiore flessibilità (e qualche deroga) per gli ospedali convenzionati, per evitare tagli automatici e sostenere prestazioni di alta specialità. E l’obbligo di dare a tutti i cittadini le stesse prestazioni,anche se non sono della regione in cui insiste la struttura. I capitoli che si arricchiscono riguardano poi le perforazioni Upstream vietate entro le 12 miglia (ma non per chi ha già avuto i permessi); la proroga del contratto con Selex per la gestione del Sistri, cioè il sistema di tracciamento dei rifiuti; l’inserimento in un fondo ad hoc di tutte delle risorse per l’Anas.

E poi ci sono l’Enav, la promozione della digitalizzazione editoriale con le risorse che arriveranno dalla vendita di frequenze e il possibile arrivo di una norma che ‘sterilizzerà’ l’effetto delle deflazione dell’anno passato che rischierebbe di far ridurre le pensioni…