Manovra, Avvenire: “Sì alla patrimoniale, no all’aumento dell’Iva”

Pubblicato il 1 Dicembre 2011 11:41 | Ultimo aggiornamento: 1 Dicembre 2011 11:56

ROMA – ''Una calibrata patrimoniale sarebbe meglio dell'aumento dell'Iva''. E' quanto sostiene il quotidiano cattolico Avvenire in un editoriale sugli interventi fiscali che il governo dovrebbe varare per favorire l'uscita dalla crisi.

''Aumentare l'Iva non e' una scelta di mera efficienza economica al fine di ridurre il debito e il deficit – scrive l'economista Luigino Bruni -. Un aumento dell'Iva (o delle tasse sui carburanti) e' per sua natura sempre iniquo, perche' va contro la principale caratteristica della giustizia distributiva, e cioe' trattare in modo simile situazioni simili, e in modo diverso situazioni diverse. L'Iva sui consumi la pagano il milionario e la famiglia numerosa, il disoccupato e lo speculatore finanziario''.

Secondo Avvenire, ''insistere, poi, sulle imposte indirette – aggiunge – e' gia' di per se' una scelta etica, che, lo sappiamo dalla prassi e dalla teoria, tende ad aumentare l'evasione fiscale, quella evasione fiscale che, con l'altra mano, si vorrebbe combattere''.

Per il giornale dei vescovi, ''la prima lotta all'evasione fiscale da parte di un governo, soprattutto se nuovo, e' allearsi con la parte onesta del Paese, un'alleanza che passa proprio per il territorio dell'equita'''. Inoltre, ''non si possono aumentare l'Iva e le imposte indirette senza mettere mano a una riforma delle imposte sui patrimoni''.

''Tassare oggi i patrimoni ha molti pregi – sottolinea il quotidiano della Cei -. I principali pregi sono un riequilibrato rapporto tra la tassazione dei redditi e quella dei patrimoni, che anche in Italia e' troppo squilibrata a svantaggio dei redditi''. Tassare i patrimoni ''tende allora a riequilibrare i punti di partenza dei cittadini, perche' puo' produrre effetti seri nella riduzione della diseguaglianza (che un aumento dell'Iva invece aumenta)''.

Effetti etici, questi, ''ma anche direttamente economici, perche' un ceto medio impoverito non esprime quella domanda interna essenziale per rilanciare lo sviluppo economico''.