Manovra, proroga su bonus-verde: quasi accordo su carcere grandi evasori

di redazione Blitz
Pubblicato il 1 Dicembre 2019 18:55 | Ultimo aggiornamento: 1 Dicembre 2019 18:55
zingaretti di maio ansa

Zingaretti e Di Maio, i due principali azionisti del Governo Conte 2 (Ansa)

ROMA – Piccoli aggiustamenti qua e là all’impianto della manovra, con la proroga del bonus verde per i giardini. Mentre continua lo stallo sul carcere per i grandi evasori previsto nel dl fiscale, anche se la maggioranza appare vicina a un’intesa.

In settimana il pacchetto bilancio arriverà in Aula, con qualche giorno di ritardo rispetto al programma: il dl fiscale approderà alla Camera lunedì sera, mentre la manovra, che doveva fare l’esordio al Senato martedì, non lo farà prima di mercoledì o giovedì. La strada per trovare la quadra è ancora lunga. Ma pare che sia stato sventato il rischio che potesse aggiungersi un altro argomento portatore di grandi contrasti: l’autonomia differenziata. “Per adesso – ha detto il relatore di maggioranza del dl Bilancio, Dario Stefano – non c’è stata alcuna richiesta formale del Governo, ma tutti i partiti di maggioranza si sono già espressi sulla inopportunità di inserire il tema nella manovra di bilancio”.

Per una polemica ‘sventata’ un’altra sale. Ed è sulla possibilità di portare la tassa si soggiorno da 5 a 10 euro approvata dalla commissione finanze alla Camera: “Il turismo viene trattato sempre e soltanto alla stregua di una mucca da mungere”, ha commentato il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca. Il primo e più alto scalino che resta sulla strada del pacchetto bilancio/dl fisco riguarda l’inasprimento delle pene per i grandi evasori, che piace molto al Movimento Cinque Stelle e per niente a Italia Viva. In queste ultime ore sembrava che fosse stato trovato un compromesso, ma ancora manca l’emendamento che lo ufficializza.

Una prima bozza, che ancora è nel limbo, riduceva la stretta per i comportamenti ‘occasionali’, mentre sostanzialmente la confermava per quelli fraudolenti. E poi metteva le mani sulla confisca per sproporzione che, nella versione uscita dal consiglio dei ministri, permette di ‘aggredire’ beni per valori superiori all’entità dell’evasione.  Fra l’altro, Italia viva chiede che almeno questo tipo di provvedimento non possa scattare prima di una sentenza definitiva.

Altri punti in sospeso riguardano la sugar tax e la plastic tax. Per la prima, la maggioranza intende andare avanti così al Senato, senza toccarla, cercando poi di trovare un’intesa sulle modifiche quando ci sarà il passaggio alla Camera. Per la plastic tax, malgrado il taglio del 70% annunciato dal ministro dell’economia Roberto Gualtieri, Italia Viva continua a non dirsi soddisfatta. “C’è bisogno di fare un altro passo in avanti”, ha detto Matteo Renzi.

E’ arrivata invece l’intesa per il rinnovo del bonus verde, che permette di detrarre il 36% delle spese per la riqualificazione dei giardini. In un primo momento non era stato confermato. Invece “ci sarà – ha annunciato la ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova – Abbiamo fatto uno sforzo come Ministero e con nostre risorse abbiamo garantito la proroga”. Meno certo l’accordo sul bonus rubinetti, chiesto dal Pd, per estendere l’ecobonus del 65% “per l’acquisto di rubinetteria, soffioni doccia, cassette di scarico e sanitari”.

Nel corso dei lavori alla commissione bilancio, la manovra si è ‘arricchita’ di nuovi interventi. Alcuni emendamenti del governo prevedono 35 nuovi posti fra Consiglio di Stato e Tar, con l’istituzione di due nuove sezioni al tar del Lazio, e 25 per la Corte dei Conti. Oltre alla stabilizzazione di 1660 ricercatori degli Istituti ricovero e cura a carattere scientifico, gli Irccs, e di Istituti zooprofilattici sperimentali.

Fonte: Ansa