Manovra: rapporto deficit/pil al 2,4%. Di Maio e Salvini: “Accordo raggiunto”. C’è il reddito cittadinanza

di redazione Blitz
Pubblicato il 27 settembre 2018 21:35 | Ultimo aggiornamento: 28 settembre 2018 2:34
flashmob M5s

Il flashmob davanti Palazzo Chigi dei militanti M5s (Facebook)

ROMA – “Accordo raggiunto con tutto il governo sul 2,4%. Siamo soddisfatti, è la manovra del cambiamento”. Matteo Salvini e Luigi Di Maio annunciano in un comunicato congiunto l’intesa faticosamente raggiunta, al termine del Consiglio dei ministri,  sulla nota di aggiornamento al Def: il rapporto deficit-pil salirà al 2,4%

I leader di Lega e M5S cantano vittoria portando a casa le misure simbolo del contratto gialloverde, dal reddito di cittadinanza al superamento della Fornero, passando per l’aliquota al 15%.

A vincere è stata la linea capeggiata dai due vicepremier  che spingevano per sfondare il tetto dell’1,6% concordato con l’Unione Europea. L’1,6% del rapporto deficit-pil era incarnato anche dal ministro dell’economia Tria che preferiva una difesa dei conti pubblici per rassicurare in questo modo i mercati. Ora c’è il rischio, altissimo, di una bocciatura della legge di bilancio italiana da parte della Commissione europea, con mercati pronti a presentare il conto e spread in risalita.  

A riunione ancora in corso, Matteo Salvini ha rilasciato una dichiarazione ottimistica. Il leader della Lega ha lasciato intendere di aver centrato tuti i suoi obiettivi: “Tasse abbassate al 15% per più di un milione di lavoratori italiani, diritto alla pensione per almeno 400.000 persone e altrettanti posti di lavoro a disposizione dei nostri giovani superando la legge Fornero, chiusura delle cartelle di Equitalia, investimenti per scuole, strade e Comuni. Nessun aumento dell’Iva. Pienamente soddisfatto degli obiettivi raggiunti”.

Di Maio ha parlato invece di manovra di popolo: “Restituiamo futuro a 6 milioni e mezzo di persone. Via libera alla pensione di cittadinanza che dà dignità ai pensionati. Con il superamento della legge Fornero chi ha lavorato una vita può finalmente andare in pensione liberando i posti di lavoro per i nostri giovani, non più costretti a lasciare il nostro paese per avere un’opportunità. Non restano esclusi i truffati delle banche, che saranno risarciti con un Fondo ad hoc di 1,5 mld. Per la prima volta lo Stato è dalla parte dei cittadini, per la prima volta non toglie ma dà”.  

Al termine del Cdm, Di Maio raggiunge i militanti M5s che festeggiano con un flashmob davanti Palazzo Chigi e spiega: “Convinceremo i mercati che in questo 2,4% ci sono tanti investimenti che faranno crescere l’economia. Saremo credibili perché siamo sotto il 3%”. Di Maio parla di Tria dicendo che “non ha assolutamente intenzione di dimettersi”. E al conduttore di Piazza Pulita, Corrado Formigli, che gli chiede in diretta “come sta Tria”, Luigi Di Maio risponde scherzando: “Sta bene, ve lo saluto”. 

A rassicurare sulla permanenza nel governo di Tria è anche il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli: “Nessuno ha mai messo in discussione Tria né si è messo in discussione. La sua scelta è la naturale conseguenza di un allineamento politico”. 

I punti dell’accordo raggiunto. 

Questi i punti dell’accordo trovato nel Consiglio dei ministri. Un primo avvio della flat tax per oltre un milione di partite Iva ma anche del reddito e della pensione di cittadinanza, una nuova rottamazione delle cartelle, il superamento della legge Fornero e un fondo da 1,5 miliardi per i truffati delle banche. Sono questi i principali contenuti dell’accordo raggiunto nella maggioranza di governo in vista della predisposizione della nota di aggiornamento del Def.

REDDITO DI CITTADINANZA, 10 MILIARDI: Arriva un primo assaggio da 10 miliardi del reddito di cittadinanza e delle pensione di cittadinanza. Secondo i calcoli del M5s riguarderà 6,5 milioni di persone che ora sono sotto la soglia di povertà. C’è anche il via libera alle pensioni di cittadinanza, che fissa una soglia di 780 euro per le pensioni minime. Si parte sicuramente da un rafforzamento dei centri per l’impiego.

FLAT TAX AL 15% PER OLTRE 1 MLN DI PARTITE IVA: La flat tax comincerà dalle piccole imprese. Per loro è in arrivo un prelievo fisso del 15% che – secondo fonti della lega – riguarderà oltre un milione di italiani. Di fatto è un allargamento del fisco forfettario che include l’Iva: proprio per questo il beneficio nel 2019 per i contribuenti riguarderà l’imposta sul valore aggiunto per poi spostarsi nel 2020 sui redditi guadagnati. Per gli altri cittadini – ipotizza invece una bozza del Def – si arriverà alle due aliquote del 23% e del 33% a fine legislatura

SUPERAMENTO FORNERO E LAVORO GIOVANI: I sondaggi dicono che è il tema più atteso della manovra e sia Lega sia M5s puntano ad intestarsi la misura. La possibilità di andare in pensione anticipatamente – attraverso un meccanismo di quota 100 – riguarderà almeno 400 mila persone e – secondo i partiti di maggioranza – si tradurrà in altrettanti posti di lavoro per i giovani. 

TRUFFATI BANCHE, AUMENTANO I RISARCIMENTI: Aumentano i fondi per i “truffati dalle banche”. Inizialmente si ipotizzava un fondo di 500 milioni, ieri il vicepremier Di Maio ha parlato di un miliardo: si sarebbe arrivati a trovare 1,5 miliardi per un fondo ad hoc alimentato dai conti dormienti.

ARRIVA LA PACE FISCALE, NUOVA ROTTAMAZIONE: L’accordo di governo contiene anche il provvedimento per la cosiddetta ‘pace fiscale’ che prevede la chiusura delle cartelle Equitalia e che avrà un impatto una tantum sui conti. Una bozza del Def indica una soglia fino a 100 mila euro, ma la soglia potrebbe non essere stata fissata nell’accordo. 

Luigi Di Maio parla con i giornalisti fuori Palazzo Chigi, al termine del Consiglio dei ministri (Video Agenzia Vista /Alexander Jakhnagiev):