Manovra, voto di fiducia al Senato

Pubblicato il 15 Luglio 2010 10:09 | Ultimo aggiornamento: 1 Giugno 2011 11:36

Senato

E’ iniziato poco dopo le 9 del mattino il dibattito che porterà al voto di fiducia in Senato sulla manovra finanziaria da 24 miliardi voluta dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti.

Il governo ha posto la fiducia sul maxi emendamento. In Aula è presente anche Tremonti.

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La manovra ”E’ iniqua, insufficiente, modesta” e per questo ”annunciamo il nostro voto contrario”: lo afferma il senatore dell’Alleanza per l’Italia (Api) Franco Bruno nel corso del suo intervento durante le dichiarazioni di voto sulla fiducia chiesta dal governo sul maxiemendamento alla manovra nell’Aula del Senato.

La manovra varata dal governo è ”stata contestata in tutta Italia. Non ci sono – sottolinea il senatore dell’Api – le risorse per il federalismo e comunque quello che c’è non serve al Paese. Tremonti lo sa ma lo deve nascondere”.

”Pacta sunt servanda e quindi questa volta votiamo la fiducia al governo”: e’ quanto afferma il senatore Giovanni Pistorio nel corso del suo intervento durante le dichiarazioni di voto sulla fiducia chiesta dal governo sul maxiemendamento alla manovra nell’Aula del Senato.

Il movimento per le Autonomie- Alleati per il Sud evidenzia sopratutto le luci e le ombre legate agli interventi sul mezzogiorno e sottolinea come grazie anche al contributo dei propri senatori si sia trovata comunque una ”soluzione soddisfacente” nel corso dell’esame parlamentare.

Il senatore Alfonso Mascitelli ha annunciato, intervenendo in Aula al Senato, il voto contrario dell’Italia dei Valori alla fiducia sulla manovra perche’ ritiene che la questione sulla fiducia posta dal governo ”e’ l’ennesima menzogna che si sta propinando al nostro Paese, perche’ non potra’ stabilizzare i conti pubblici”.

Ma soprattutto perche’ la questione di fiducia posta dal governo ”e’ un atto di vilta’ politica”. ”E’ vilta’ politica – ha detto Mascitelli – di aver fuggito ogni occasione di confronto politico e con le istituzioni. E’ vilta’ politica aver tentato fino all’ultimo di introdurre condoni, mortificare diritti acquisti. Diamo atto alla Lega, almeno loro sono riusciti ad avere la proroga ulteriore di pagamenti sanzionatori a 15 e 20 anni”.

”Molto piu’ dei parametri del debito pubblico – ha proseguito – entra in gioco la nostra credibilita’ internazionale. Quale credibilita’ puo’ avere un governo che da due mesi lascia senza titolare un importante dicastero come quello dello Sviluppo economico.

O quale credibilita’ puo’ mai avere un esecutivo un cui sottosegretario e’ stato costretto a dimettersi perche’ accusato di associazione camorristica. Alla manovra – ha concluso Mascitelli – manca soprattutto una cifra: quella etica”.

Il senatore Gianpiero D’Alia ha motivato, intervenendo in Aula al Senato, il no dell’Udc alla manovra accusando il governo di aver messo in campo un provvedimento ”iniquo e inadeguato” che va a colpire soprattutto le famiglie monoreddito, e con figli. ”La fiducia – ha detto D’Alia – non e’ atto di coraggio o di forza, e’ figlia della soggezione politica e della schiavitu’ a una piccola parte del Paese. La fiducia che votate oggi e’ un atto di sottomissione al vero padrone del governo, cioe’ alla Lega Nord. Da opposizione responsabile – ha proseguito D’Alia – vi abbiamo chiesto di scrivere un provvedimento equilibrato per risanare l’Italia. Siete prigionieri della vostra spocchia e dell’illusione dell’autosufficienza. La crisi poteva essere l’occasione per rinsaldare il nostro interesse nazionale. Anche se in linea con le indicazioni europee, siete riusciti a trasformare questa manovra in un provvedimento di corto respiro, che non contiene nessun senza uno stimolo alla domanda”. Per l’Udc l’unico capitolo positivo del provvedimento riguarda le pensioni con l’adeguamento automatico dell’eta’ pensionabile sulla base delle speranze di vita. Per il resto, D’Alia ha picchiato contro la manovra finanziaria definendola una scatola ”con molte mance e mancette elettorali”. ”La vicenda delle quote latte – ha proseguito il presidente dei senatori dell’Udc – e’ una vergogna che offende tutti gli allevatori onesti, del Nord e del Sud. La manovra ignora completamente il Mezzogiorno, anzi lo cancella. Cialtrone – ha poi aggiunto D’Alia, replicando cosi’ al ministro dell’Economia che aveva definito cialtroni molti governatori del Sud – e’ anche chi non esercita i poteri sostitutivi garantiti dall’art. 120 della Costituzione”. Infine il taglio dei trasferimenti alle Regioni, che il senatore D’Alia ha definito ”la pietra tombale” sul federalismo. ”Non possiamo votare – ha concluso – un provvedimento insieme iniquo e inadeguato”.

”Da qui a quando arriveranno le conseguenze di questa manovra ci sara’ tempo di lavorare; noi non rinunciamo a cercare di cambiarla”. Cosi’ si e’ espresso il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, arrivando alla sede della Conferenza per l’inizio dei lavori. ”I tagli sono squilibrati”, ha ripetuto Errani.

”Oggi abbiamo l’opportunita’ di incontrarci e capire il da farsi. Da parte mia c’e’ la volonta’ di trovare una soluzione e di metterci sulla carreggiata giusta: quella del dialogo con il governo”. E’ la posizione espressa dal presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, appena arrivato alla Conferenza delle Regioni dove per stamani e’ convocata una nuova seduta. ”Dovremo lavorare fino al 2011 – ha detto il governatore – per parlare delle ricadute che avra’ la manovra. Intanto va fatto partire subito il tavolo sul federalismo fiscale”. Alla Conferenza e’ arrivato anche l’altro governatore leghista, il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota. Ai giornalisti che gli chiedevano se oggi i governatori troveranno una posizione unitaria, ha risposto: ”Non lo so, vedremo…”.

La manovra correttiva contiene anche ”misure strutturali”, a partire dagli interventi sulle pensioni, e la Lega Nord e’ pronta a votare si’ alla fiducia posta dal governo nell’Aula del Senato sul maxiemendamento. Lo afferma il senatore della Lega Massimo Garavaglia nel corso del suo intervento durante le dichiarazioni di voto nell’Aula di Palazzo Madama. L’esponente del Carroccio ricorda i numerosi capitoli del decreto legge e si sofferma anche sul nodo della proroga del pagamento delle rate delle quote latte il cui costo ”non e’ certo molto rilevante, meno di 5 milioni di euro” e che comunque ”non portera’ – assicura – alcuna sanzione da parte dell’Unione europea”.

Una manovra ”fortemente iniqua e recessiva, che toglie al Paese prospettive di crescita e sviluppo” che non coniuga le parole austerita’ e rigore con giustizia per il fatto che ”non pesa allo stesso modo e progressivamente, tra chi ha poco e chi invece ha ricchezze e rendite che non vengono toccate dalla manovra”. E’ il giudizio che il capogruppo del Pd Anna Finocchiaro ha espresso durante il dibattito sulla fiducia al Senato sottolineando soprattutto i temi che non sono affrontati dal provvedimenti, a partire dai giovani. ”Non abbiamo messo mai in discussione ne’ la necessita’ ne’ la consistenza – ha affermato la Finocchiaro – Abbiamo invece insistito sul fatto che manovra sia fortemente iniqua e recessiva”. La Finocchiaro ha quindi parlato dei giovani e della disoccupazione ”una questione che non ricorre nel dibattito parlamentare e nelle parole della politica”. ”Non c’e’ una misura che riguarda i ragazzi e le ragazze di questo paese”, ha detto la senatrice ricordando il livello di disoccupazione giovanile al 25,4% e il fatto che abbiamo il piu’ alto tasso di giovani che sono proprio fuori dal mercato” La capogruppo del Pd ha quindi ricordato che non ci sono misure sul mezzogiorno, e mancano investimenti e sviluppo. Sul federalismo, poi, dopo aver ricordato che la riforma e’ stata costruita in modo bipartisan con spirito di ”solidarieta’ e responsabilita’: ”quel federalismo e’ morto e sepolto – ha detto – Di nuovo la pistola e’ in mano alle regioni ricche e ai cittadini delle Regioni piu’ povere tocchera’ una mattanza di diritti e cittadinanza”. La senatrice ha quindi criticato la sospensione dell’aspetto della riforma della Pa che prevedeva merito e produttivita’.

Al via la prima chiama, nell’Aula del Senato, per le votazioni sulla fiducia chiesta dal governo sul maxiemendamento alla manovra correttiva.

”Io capisco che i colleghi hanno molti argomenti di cui interessarsi, preferirei avere un po’ di silenzio, presidente”. Anna Finocchiaro sta argomentando il voto contrario del Pd alla fiducia sulla manovra e i motivi della contrarieta’ ai contenuti del decreto quando sbotta per l’eccessivo brusio in Aula. L’invito non viene accolto e allora la capogruppo del Pd alza la voce e si rivolge direttamente alla presidenza per due volte: ”presidente Schifani! Presidente Schifani! Non riesco a parlare con questo brusio! E non riesco a farmi sentire da nessuno”. Schifani richiama l’aula senza pero’ tanto successo, allora Anna Finocchiaro si rivolge direttamente alla maggioranza, agitando i fogli dei suoi appunti: ”Sentite, cari colleghi, se a voi non interessa, che questo sia il luogo in cui anche voi contate una ‘n’ e’ affar vostro. Noi da parte nostra pretendiamo che quando si alza una voce qualunque, di qualunque di noi qua dentro gli altri ascoltino”. ”E guardate che vi sta ascoltando il Paese e non ci fate certo una bella figura” conclude il suo sfogo alludendo alla diretta televisiva in corso.

”La Conferenza delle Regioni e’ sempre stata unita in questi anni; andiamo a lavorare, abbiamo una mattinata per confrontarci”. Cosi’ il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, arrivando alla sede della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, ha risposto ai cronisti che gli hanno fatto notare come i governatori leghisti, sulla questione della restituzione delle deleghe, si siano sfilati. ”Cerchiamo di essere ancora piu’ uniti – ha esortato Formigoni – e intanto andiamo a lavorare”.

”Era inevitabile agire al piu’ presto”, dice il Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, parlando all’assemblea dell’Abi della manovra economica. ”Se la correzione possa effettivamente consentire di raggiungere gli obiettivi di indebitamento netto potra’ essere valutato solo nei prossimi mesi, anche tenendo conto del quadro macroeconomico e delle sue retroazioni sul bilancio”, ha poi aggiunto Draghi, indicando anche che ”la stima degli effetti del contrasto all’evasione presenta incertezze”. Draghi rileva che ”era necessaria una decisa correzione di rotta rispetto alle tendenze dell’ultimo decennio”.

”Il riordino dei conti pubblici e la crescita sono, insieme, condizioni essenziali per la stabilita’ finanziaria”. Lo sottolinea il Governatore della banca d’Italia, Mario Draghi, parlando della manovra economica all’assemblea dell’Abi. ”All’obiettivo della crescita va orientata – avverte – la necessaria ricomposizione dell’intero bilancio pubblico”. E per Draghi ”muovono in questa direzione le riforme gia’ avviate nella pubblica amministrazione e quelle che innalzeranno l’eta’ di pensionamento”. Inoltre, dice Draghi, ”il contenimento dell’evasione fiscale puo’ essere un importante leva di sviluppo se correlato alla riduzione delle aliquote gravanti sui contribuenti onesti”. Per Draghi bisogna poi evitare che ”i debiti commerciali e quelli delle aziende di servizi pubblici controllate dalle amministrazioni non devono essere strumento di aggiramento dei vincoli di bilancio”.

”I limiti posti alle risorse delle amministrazioni, centrali e locali, richiedono, affinche’ non siano tagliati i servizi alla cittadinanza, modifiche sostanziali alla loro organizzazione e articolazione territoriale”. Lo ha detto il Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, parlando della manovra economica all’assemblea dell’Abi.

”Penso che ci sia lo spazio per l’unita’ e per riprendere il dialogo con il governo”. Lo ha detto la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, arrivando alla Conferenza delle Regioni.