Manovra, emendamenti Governo: mancano reddito di cittadinanza, abolizione Fornero…

di Alessandro Avico
Pubblicato il 2 dicembre 2018 20:19 | Ultimo aggiornamento: 3 dicembre 2018 8:27
Governo emendamenti: mancano reddito di cittadinanza, abolizione Fornero. Tutto...

Governo emendamenti: mancano reddito di cittadinanza, abolizione Fornero. Tutto…

ROMA – Manovra, in commissione i primi emendamenti del Governo: non ci sono reddito di cittadinanza, tagli alle pensioni d’oro, abolizione della legge Fornero… insomma tutti i cavalli di battaglia di M5S e Lega in campagna elettorale. Come mai? Un altro corposo pacchetto di modifiche dovrebbe arrivare quando la legge di Bilancio arriverà al Senato, quindi niente panico. E’ però singolare che proprio tutte le misure care al governo gialloverde siano sparite insieme. 

Nei testi presentati infatti non ci sono le norme sul reddito di cittadinanza e il superamento della legge Fornero, né l’annunciato pacchetto per la famiglia e il taglio delle pensioni d’oro, sopra i 90mila euro. Sono previsti, invece, finanziamenti per assumere 4mila persone nei centri per l’impiego.

L’ufficio di presidenza della commissione ha deciso di proseguire la discussione in notturna in modo da lavorare anche lunedì e arrivare martedì al mandato per i relatori e lo sbarco in aula mercoledì. Fonti sia della Lega che del Movimento Cinque Stelle fanno però sapere che arriveranno al Senato, insieme ad un altro corposo gruppo di modifiche.

Vengono invece messi nero su bianco il raddoppio del taglio dell’Imu ai fini dell’Ires e dell’Irpef sui capannoni industriali che passa dal 20 al per cento al 40 per cento. La misura costa 290,3 milioni nel 2020 e circa 166,9 milioni dal 2021: le risorse arrivano dal Fondo per l’attuazione del programma di governo previsto dall’articolo 55 della legge di bilancio, che per il 2020 ha una dotazione totale di 430 milioni. 

Raddoppiano anche le risorse per accorciare i tempi d’attesa per le prestazioni sanitarie. La quota prevista nella Legge di Blancio passa da 50 a 100 milioni l’anno, per il periodo 2019-2021. Trenta milioni sono destinati al Consiglio nazionale delle ricerche. Arriva anche un milione l’anno per la  all’European brain research instituite da destinare alla cura di malattie come l’Alzheimer e il Parkinson.