Le Regioni contro il governo: “Uniti nella protesta, pronti a restituire deleghe”

Pubblicato il 28 Giugno 2010 12:28 | Ultimo aggiornamento: 28 Giugno 2010 19:24

Michele Iorio

Prosegue lo scontro tra Regioni e Stato. A ribadirlo è il presidente della Lombardia: “Siamo tutti pronti a restituire le deleghe”. Anche se secondo Formigoni “non va concepito come un gesto di polemica. Noi siamo una parte della Repubblica italiana e vogliamo contribuire con le nostre idee, con le nostre proposte a disegnare una manovra che è indispensabile, ma nella quale i sacrifici vanno ripartiti in maniera equa tra tutti i comparti”.

“La nostra – ha aggiunto – è una proposta positiva di collaborazione al governo nel disegnare una manovra più sostenibile da parte di tutti i cittadini”. Certo, prosegue, “i saldi non devono essere cambiati e noi Regioni siamo pronte a fare la nostra parte, ma se si vanno a tagliare i contributi per il trasporto pubblico locale, per le imprese noi diciamo che si mettono in discussione comparti fondamentali della spesa pubblica”.

”La posizione delle regioni è unanime – dice Formigoni – chiediamo di cambiare la manovra in un’ottica di responsabilita’. E’ necessaria, vogliamo pero’ si tenga conto di chi in questi anni ha lavorato e ha lavorato bene. La posizione delle regioni è unitaria, è inutile che qualcuno faccia il furbo e cerchi di vedere distanze che non ci sono”.

Formigoni ha quindi sottolineato che l’unanimità raggiunta nella Conferenza delle Regioni non è mai stata incrinata: ”Andate a vedere le agenzie che stanno battendo le dichiarazioni del presidente Iorio che è il vicepresidente della Conferenza delle Regioni ed è uno dei firmatari insieme ai colleghi del sud e vedrete che non c’e’ alcuna incrinatura. Capisco – ha aggiunto – che non si voglia accettare il fatto che le Regioni sono unanimi nel chiedere al ministero del Tesoro un cambiamento profondo di questa manovra”.

Stessa posizione per il vice presidente della Conferenza delle Regioni, Michele Iorio per cui il dialogo costruttivo col governo invocato domenica dai governatori di cinque Regioni (tra cui il Molise) sulla manovra ”non e’ assolutamente da intendersi come una qualsiasi forma di rottura del fronte unico di tutte le Regioni sulla manovra finanziaria in corso”.

”La nostra – spiega Iorio – vuole essere l’evidenziazione di alcune condizioni specifiche dei nostri territori. Condizioni che arrecherebbero ulteriori disagi, indipendentemente dalle soluzioni che si troveranno per la stessa Manovra”. ‘

Secondo Iorio “in questa fase è utile sottolineare che le Regioni hanno condiviso un documento nel quale riaffermano la volontà di riaprire un dialogo comune con il Governo al fine di raggiungere una soluzione più equilibrata circa gli effetti della Manovra Finanziaria sulle singole Autonomie Locali”.

Per Vasco Errani, governatore dell’ Emilia Romagna e presidente della Conferenza Stato-Regioni, l’apertura al governo dei cinque governatori di Lazio, Campania, Abruzzo, Molise e Calabria ”non è affatto una spaccatura” del fronte delle Regioni contro la manovra economica. ”Ho parlato questa mattina con il presidente Iorio e con il presidente Polverini (rispettivamente governatori di Molise e Lazio, ndr) e l’unita’ della Conferenza è pienamente confermata”, ha aggiunto. L’iniziativa dei cinque governatori di Lazio, Campania, Abruzzo, Molise e Calabria riguarderebbe – ha precisato Vasco Errani, governatore dell’ Emilia Romagna e presidente della Conferenza Stato-Regioni- ”una questione specifica in relazione al piano di rientro sulla sanità”.  ”Sono infatti – ha proseguito a margine di un incontro organizzato dal Pd  a Milano – tutte Regioni che hanno piani di rientro sulla sanità. Confermano invece la posizione della Conferenza sulla manovra”.