Manovra, M5s fissa i suoi paletti: no abolizione Flat Tax partite Iva e lotta solo ai grandi evasori

di Lorenzo Briotti
Pubblicato il 18 Ottobre 2019 19:43 | Ultimo aggiornamento: 19 Ottobre 2019 9:49
blog delle stelle

La foto che accompagna il lungo post sul Blog delle Stelle

ROMA – M5s fissa i paletti della manovra e chiede un nuovo vertice di maggioranza: no all’abolizione della Flat tax per le partite iva, ok al bonus da 40 euro ma a determinate condizioni e sì alla lotta all’evasione ma senza penalizzare i piccoli commercianti. 

M5s, dopo una riunione a Palazzo Chigi con Luigi Di Maio, pubblica sul blog delle Stelle un lungo post intitolato “siamo sempre dalla parte dei cittadini” che ricorda come “senza il voto del MoVimento 5 Stelle non si va da nessuna parte. Questo è quello che hanno chiesto i cittadini nel 2018 e noi non tradiremo mai la parola data agli italiani”. Segue la richiesta di “iniziare dai pesci grossi” che tradotto significa “carcere ai grandi evasori e non accanimento sui commercianti”, i “professionisti” e le “partite Iva”.  

Per Conte attualmente a Bruxelles significa altro fuoco amico, dopo Renzi che ha rilanciato la proposta dell’abolizione di Quota 100 per liberare risorse ed ha manifestato il suo malumore anche per quanto riguarda le decisione approvate su partite Iva e sui vari balzelli presenti nella manovra come la tassa sulla plastica.

Tornando a M5s, ci sono “diversi aspetti” su cui “il governo non ha trovato ancora accordo”: uno di questi è la lotta all’evasione, che per il M5s va fatta “ma con un approccio culturale diverso da quello portato avanti dai partiti per decenni”. Per il movimento fondato da Beppe Grillo, “la lotta all’evasione si deve fare bene, colpendo i pesci grossi, inserendo per loro il carcere, la confisca di ciò che hanno sottratto allo Stato”.

Per quanto riguarda i piccoli evasori, M5s scrive che “in passato abbiamo sempre assistito ad uno Stato forte con i deboli e debole con i forti, ad uno Stato che preferiva accanirsi su commercianti, artigiani, parrucchieri, elettricisti, invece di andare a rompere le scatole ai colossi finanziari, alle multinazionali, ai GRANDI EVASORI che nascondono centinaia di migliaia di euro ogni anno nei paradisi fiscali”.

M5s chiede nuovo vertice di maggioranza

Su questi punti l’M5s – che in ogni caso ribadisce “massima fiducia nel presidente Giuseppe Conte” e lo ringrazia per aver difeso quota 100 – chiede che si trovi la quadra in un nuovo vertice di maggioranza, invito che Italia viva di Matteo Renzi si dice pronta ad accogliere l’invito. 

Pos e tetto al contante, per M5s non sono vere misure anti-evasione

M5s, oltre a distinguere tra piccoli e grandi evasori, se la prende con la decisione della multa sul Pos e sull’abbassamento del tetto al contante. Sul blog si legge infatti che “di fronte alle proposte contenute in manovra, dal tetto al contante alla multa sul Pos, saremmo anche d’accordo se queste rappresentassero delle vere misure anti-evasione finalizzate ad individuare ulteriori risorse per lo Stato. Ma qui il punto è che l’inserimento di queste misure non solo non fa recuperare risorse, ma addirittura rischia di porre questo Governo nello stesso atteggiamento di quelli del passato, che pensavano di fare la lotta all’evasione mettendo nel mirino commercianti, professionisti e imprenditori. Un segnale culturale devastante, se a maggior ragione nel Governo stiamo ancora cercando l’intesa sul carcere e la confisca per i grandi evasori, cioè per coloro che evadono più di 100.000 euro”.

Secondo i 5 Stelle, dunque, l’obbligo del Pos può esserci solo “se si azzerano le commissioni sulle transazioni elettroniche“. Lo stesso vale per il tetto di mille euro per i pagamenti in contanti che “non ci vede contrari ma bisogna mettere in condizione tutti di poter usare una carta di credito”.

M5s: “Ok bonus 40 euro ma non a discapito delle partite Iva”

M5s spiega ancora di essere d’accordo con il bonus di 40 euro, ossia la norma sul cuneo fiscale che serve a dare un po’ di ossigeno agli stipendi. Il Movimento 5 Stelle vuole però farlo “dando 40 o 50 euro in più al mese in busta paga ai lavoratori dipendenti”, soldi che però non devono essere presi “dalle partite Iva che si spezzano la schiena giorno e notte, senza una garanzia dallo Stato, senza un giorno di malattia assicurato, senza un sistema di welfare che li sorregge (…)”.

Capitolo Flat Tax. Sul Blog delle Stelle si legge che “la flat tax per le partite Iva sotto i 65Mila euro l’abbiamo introdotta noi lo scorso anno, perché è una misura che aiuta i giovani professionisti. Colpire due milioni di giovani professionisti per finanziare altri provvedimenti significa alimentare una guerra tra poveri. Noi non ci stiamo”.

Ora i tecnici del Tesoro dovranno mettersi al lavoro per trovate nuove coperture. Si rischia infatti che in caso contrario il bonus in busta paga potrebbe saltare. M5s rassicura però scrivendo che “se dovessero mancare delle risorse, visto che per noi non si possono recuperare alzando le tasse alle partite Iva, siamo pronti a metterci al tavolo e proporre nuove coperture, come ad esempio un maggior gettito dai concessionari autostradali che ogni anno ci alzano le tariffe dei caselli”.

Fonte: Today, Ansa, Il Fatto Quotidiano