Napolitano firma decreto Monti. Berlusconi chiede cambi, l’Idv si sfila

Pubblicato il 6 Dicembre 2011 13:18 | Ultimo aggiornamento: 6 Dicembre 2011 13:18

ROMA – Il presidente della Repubblica ha firmato il decreto legge “salva Italia” presentato in Parlamento dal presidente del Consiglio Mario Monti. Adesso dovrà iniziare l’iter parlamentare. Silvio Berlusconi ha consigliato al premier di porre la fiducia ma non si sa ancora Monti cosa deciderà. Per ora, dopo appena un giorno, lo stesso Berlusconi inizia a chiedere delle modifiche sul testo e nel farlo ha ricordato al professore che il Pdl è il principale supporto del governo e Monti ne deve tener conto. Della serie… a buon intenditor poche parole.

C’è chi invece non sembra nemmeno intenzionata a dare appoggio al governo nel tramutare il decreto legge della manovra in legge. E’ il caso dell’Italia dei Valori che pure ha votato la fiducia all’esecutivo. Il movimento di Antonio Di Pietro chiede in cambio cambiamenti radicali nelle misure anti-crisi e in particolare che i tagli vadano a incidere sulle spese militari piuttosto che sulle pensioni. L’Idv ha presentato in particolare alla Camera una mozione per bloccare l’acquisto e la produzione di cacciabombardieri, sommergibili e veicoli blindati. Via anche la mini-naja. In questo modo gli 8,5 milioni di euro risparmiati potrebbe essere destinati all’aiuto delle famiglie con minori in stato di povertà. “Non abbiamo nessuna guerra da fare – spiega il capogruppo Massimo Donadi – rischiamo invece il fallimento”.

Il Pd prende però le distanze dalla scelta dell’Idv. “E’ una manovra migliorabile ma nel complesso positiva: quando la febbre cala vuol dire che la medicina funziona”, commenta il vicepresidente dei senatori democratici Luigi Zanda. Che poi aggiunge: “sbaglierebbe l’Idv a votare contro, perché andrebbe in una direzione opposta agli interessi dell’Italia”. Secondo il senatore del Pd, tra i punti da migliorare ci sono “l’impianto complessivo della lotta all’evasione, il contributo per i patrimoni scudati, che si può alzare, e poi molte risorse potrebbero venire dalle frequenze televisive e dalle dismissioni del patrimonio pubblico”.