Manovra Monti bocciata dai sindacati: “Come con Berlusconi”

Pubblicato il 5 Dicembre 2011 9:48 | Ultimo aggiornamento: 5 Dicembre 2011 10:48

ROMA – I sindacati bocciano la manovra soprattutto per quanto riguarda gli interventi in materia previdenziale e avvertono: ”E’ un duro colpo per lavoratori e pensionati, con queste misure pagano i soliti noti”. Dalla riunione con il Governo, i leader di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti sono usciti, pur con differenze nei toni, molto contrariati e si sono augurati che le misure annunciate possano essere mitigate. In particolare Camusso ha affermato che si cerca di ”fare cassa sui poveri” e ha chiesto a Cisl e Uil di mettere in campo una iniziativa comune. Di segno opposto la valutazione delle imprese che con la presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia hanno sottolineato come la manovra sia ”indispensabile” anche se ancora sbilanciata sul fronte dell’aumento delle tasse rispetto al taglio delle spese.

In particolare i sindacati esprimono preoccupazione per il blocco delle rivalutazioni delle pensioni in essere rispetto all’inflazione e per l’aumento dell’età di pensionamento: ”E’ un durissimo colpo ai redditi dei pensionati – ha detto Camusso – si fa cassa sui poveri del nostro Paese. E’ una manovra che amplierà gli effetti recessivi. L’aumento dell’età pensionabile è insostenibile per tanti che si troverebbero sconvolte le prospettive di pensione e molto incrementati gli anni di lavoro. Rischia di esserci continuità di comportamenti con il preceden te Governo”.

La Cisl con il numero uno del sindacato, Raffaele Bonanni afferma che la manovra ”grava solo su lavoratori e pensionati. Per le pensioni – ha aggiunto Bonanni irritato per la mancanza di concertazione da parte del Governo – è troppo veloce il passaggio al contributivo e l’innalzamento dell’età. Non è una modifica reggibile”. Secondo il leader della Cisl che considera ”sbagliato” il blocco della rivalutazione delle pensioni ”il Governo non ha calcolato l’impatto sociale”.

La manovra, secondo il leader Uil, Luigi Angeletti, ”solo in parte” raggiunge gli obiettivi di rigore, equità e sviluppo. In particolare il sindacato chiede di spostare il peso fiscale a vantaggio del lavoro e di ridurre i costi della politica ed esprime preoccupazione per il calo del potere d’acquisto e per la contrazione dei consumi. Giudizio negativo in particolare sugli interventi sulle pensioni a partire dallo stop alla rivalutazione e l’aumento dell’eta’ pensionabile.

Di manovra forte ma ”indispensabile per la salvezza dell’euro” ha parlato la presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia. ”Una manovra pesante ma indispensabile che va approvata velocemente – ha detto – ce lo chiedono i mercati. Ci auguriamo che dopo sia riequilibrata con un taglio della spesa vero, con provvedimenti sulla crescita”.

La leader degli industriali comunque sottolinea che ”questa è prevalentemente una manovra di aumento delle tasse che sono già troppo alte, soprattutto in una fase economica recessiva. Con questa pressione fiscale – ha avvertito – è difficile che il ”Paese possa crescere”.

”Ci auguriamo – ha detto il numero uno di Rete imprese Italia, Ivan Malavasi – che alla parte che non ci è stata detta sia demandata la parte compensantiva sull’equità, perché i sacrifici chiesti al Paese sono molto alti e la qualità dei tagli alla spesa non così determinanti come la parte delle entrate”.

”Domani proporro’ alla direzione nazionale di estendere da quattro a otto ore lo sciopero generale proclamato per il 16 dicembre e che la protesta sia non solo contro la Fiat ma anche contro la manovra”. Lo ha affermato il segretario generale della Fiom, Maurizio Ladini, che e’ arrivato all’Unione industriale di Torino.  ”E’ una manovra che punisce pesantemente il lavoro. Non abbiamo bisogno che siano Fim e Uilm a dirci che non va bene”, ha aggiunto.