Manovra: reddito di cittadinanza, pensioni, flat tax. 20 miliardi per Lega e M5s

di redazione Blitz
Pubblicato il 3 ottobre 2018 23:01 | Ultimo aggiornamento: 3 ottobre 2018 23:01
Manovra: reddito di cittadinanza, pensioni, flat tax. 20 miliardi per Lega e M5s

Manovra: reddito di cittadinanza, pensioni, flat tax. 20 miliardi per Lega e M5s (Foto Ansa)

ROMA – Reddito di cittadinanza, flat tax e riforma delle pensioni: il governo Lega-M5s intende realizzare le misure promesse in campagna elettorale con un budget di 20 miliardi. Ma non è chiaro dove saranno reperite le coperture, visto che solo l’extra-deficit basta per coprire una serie di spese obbligate e poco altro. 

Così come resta una incognita la ‘clausola’ sulla spesa da fare scattare tagli in caso non si raggiungano gli obiettivi di crescita, che hanno fatto circolare l’ipotesi che le misure chiave possano essere introdotte in via ‘sperimentale’, in modo da non incidere sul deficit strutturale e da poter essere rivalutate alla luce delle risorse effettivamente disponibili il prossimo anno.

Le cifre fornite dai due partiti di maggioranza nei primi minuti dopo il vertice di Palazzo Chigi sul Def si contraddicono, dando vita a una vera e propria guerra dei numeri ma anche di date (i due partiti ‘duellano’ sull’entrata in vigore delle misure), che viene corretta solo in tarda serata.

Fonti leghiste rivendicano 10 miliardi per pensioni (7 miliardi), flat tax (2 miliardi) e un maxi piano di assunzioni per la sicurezza (1 miliardo). E il Movimento 5 Stelle a sua volta, per voce dello stesso Luigi Di Maio, annuncia la disponibilità di 10 miliardi per il reddito di cittadinanza, mentre fonti M5S fanno sapere che per la Fornero ci sarebbero solo 5 miliardi il primo anno.

Poi, con una nota congiunta dei due partiti, arriva la precisazione: “Le misure partiranno all’inizio del 2019 e saranno finanziate con una copertura di circa 20 miliardi di euro, 10 reddito di cittadinanza, 7 Fornero, 2 flat tax, 1 assunzioni straordinarie. Domani il governo presenterà il def in Parlamento”, sottolinea la nota.

Una volta raggiunto l’accordo su dove fissare l’asticella del deficit, cercando di evitare lo scontro frontale con Bruxelles, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, insieme al premier Giuseppe Conte e al ministro dell’Economia Giovanni Tria, scendono in sala stampa a Palazzo Chigi a elencare il menù della legge di Bilancio, anche se rimane ancora più di un’incognita sulla cornice macroeconomica su cui si baserà.

La nota di aggiornamento al Def, infatti, ancora non è stata pubblicata né inviata alle Camere, anche se sempre di Maio dice che già è stata trasmessa, anche a Bruxelles. Niente tabella e niente dati del Pil, per ora. Solo il debito “che calerà di 4 punti nel triennio” e del deficit, ritoccato al 2,1% nel 2020 e all’1,8% nel 2021, ma che nel 2019 rimane comunque al 2,4%.

Nell’ipotesi formulata da Tria domenica scorsa in una intervista al Sole 24 Ore, partendo da un deficit tendenziale dell’1,2%, i margini di indebitamento per attuare le misure resterebbero stretti, tra i 3 e i 5 miliardi, visto che lo 0,7% (circa 12,5 miliardi) è impegnato per evitare gli aumenti Iva e lo 0,2%, circa 3,4 miliardi andrà invece agli investimenti, la molla per dare “qualità” alla manovra e spinta alla crescita.

Questa voce, uno dei pochi dettagli forniti, arriverà a valere poi lo 0,3% del Pil nel 2020 (circa 5 miliardi) e lo 0,4% nel 2021 (6,8 miliardi) portando le risorse aggiuntive per fare ripartire i cantieri a 15 miliardi. In ogni caso dalla Lega fanno sapere che ci saranno 10 miliardi per la metà ‘verde’ della manovra, che andranno per 7 miliardi alla riforma della legge Fornero che consentirà, ha esultato Salvini, “da inizio anno” e comunque prima di aprile di uscire in anticipo – “senza penalizzazioni, senza paletti, senza limiti, senza tetto al reddito” – a ” 400 mila persone”.

In arrivo anche 10mila assunzioni nelle forze dell’ordine e la flat tax per le partite Iva, al 15% fino a 65mila euro, con una seconda aliquota al 20% sul reddito aggiuntivo fino al 20% che potrebbe arrivare però solo l’anno successivo, previo via libera Ue. Confermata anche la mini-Ires sugli utili reinvestiti in azienda per assunzioni e macchinari.

Dal Movimento fanno invece sapere che reddito e pensione di cittadinanza avranno a disposizione 9 miliardi (in parte forse conteggiando anche i 2,6 miliardi già a bilancio per il Rei?) più un miliardo per i centri per l’impiego. E il nuovo strumento dovrebbe partire, secondo Di Maio, entro i primi tre mesi dell’anno. Il vicepremier M5S conferma anche il miliardo e mezzo per risarcire i risparmiatori vittime dei crack bancari e annuncia un taglio “alle agevolazioni delle banche” che potrebbe tradursi in una riduzione della deducibilità degli interessi passivi.