Sciopero della Cgil contro la manovra: manifestazioni e trasporti bloccati

Pubblicato il 25 Giugno 2010 9:23 | Ultimo aggiornamento: 25 Giugno 2010 13:03

Oltre un milione i lavoratori scesi nelle piazze italiane con la Cgil, in occasione dello sciopero generale proclamato dal sindacato di Corso d’Italia contro la manovra considerata ”sbagliata e ingiusta”. La cifra, fornita dagli stessi organizzatori della Cgil nazionale, come al solito sarà argomento di discussione.

La Cgil ha proclamato per oggi (venerdì 25 giugno) uno sciopero generale di almeno 4 ore per i lavoratori dei settori privati e dell’intera giornata per quelli pubblici. Motivo della protesta una manovra economica che la Cgil ha più volte definito «sbagliata e iniqua» e che scarica sulle spalle dei «soliti noti» il peso della correzione dei bilancio.

Le manifestazioni si svolgeranno nella stessa giornata a carattere regionale o territoriale. Eccezione saranno le regioni Liguria (esclusa la provincia di La Spezia che sciopererà), Toscana e Piemonte, che effettueranno lo sciopero il 2 luglio 2010.

A Napoli il corteo Cgil è partito da Piazza Mancini, aperto dallo striscione “no alla manovra del Governo, sì alla ripresa dell’occupazione per gli investimenti in Campania e nel Mezzogiorno”. Tra gli applausi, sono arrivati anche i lavoratori Fiom dello stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco. Il corteo si chiuderà a Piazza Matteotti.

A Roma il corteo è partito da piazza Bocca della verità, aperto da uno striscione della Cgil Funzione pubblica Roma e Lazio. In testa il segretario regionale Cgil Claudio Di Berardino insieme al Segretario nazionale Funzione pubblica Cgil Rossana Dettori. Destinazione a piazza Farnese, dove parleranno i due sindacalisti.

A Milano il comizio è previsto in piazza Duomo, dove parleranno tra gli altri il segretario generale lombardo della Cgil Nino Baseotto e Enrico Panini della segreteria nazionale. Il corteo è partito dai Bastioni di Porta Venezia, poco dopo le 9.30, in testa i lavoratori della funzione pubblica, a metà sfilata quelli del Teatro alla Scala con uno striscione: “Moratti. La donna immobile”. E poi,  bandiere di Fiom, Fillea, Sunia, Auser, i lavoratori dell’Università degli Studi di Milano e il Sindacato italiano di Polizia, tra gli altri.

A Trieste il corteo dei lavoratori Cgil si è mosso da piazza Libertà intorno alle 10, per raggiungere piazza Unità d’Italia dove sono in programma gli interventi ufficiali. Tra bandiere rosse, striscioni contro la manovra e appelli a salvare le aziende in crisi del Friuli Venezia Giulia.

A Palermo, concentramento a piazza Croci, nel cuore della città, e corteo in marcia lungo l’asse di via Libertà, fino a piazza Verdi, dove parleranno lavoratori della scuola, dell’industria e precari della pubblica amministrazione, sindacalisti siciliani e la segretaria nazionale confederale della Cgil Vera La Monica. Centomila cartoline saranno distribuite e spedite al presidente della Repubblica. Il messaggio: “Vogliamo restare italiani”, grido d’allarme per un Mezzogiorno abbandonato dal Governo.

La Cgil, ricorda una nota, «punta il dito contro un provvedimento definito sì necessario ma che non contempla strumenti di sostegno all’occupazione, alla crescita e allo sviluppo. Una manovra iniqua perché divide il paese scaricando i costi sui lavoratori dipendenti, pubblici e privati, sulle Regioni, sugli Enti locali e sui cittadini più esposti. Risulta inoltre iniqua al Nord come al Sud dell’Italia, tanto verso i giovani quanto verso i pensionati, sottraendo risorse alla parte più debole del paese e gravando soprattutto sui lavoratori».

La Cgil «attacca dunque la manovra del governo e ribadisce la necessità di una vera politica industriale, ponendo come priorità la difesa dell’occupazione, la crescita e lo sviluppo, proponendo un piano straordinario del lavoro fondato su una politica industriale, su investimenti pubblici e sull’ingresso delle nuove generazioni nei settori strategici dell’economia pubblica, dell’istruzione e della ricerca. Esattamente il contrario di ciò che sta facendo il Governo».

Il programma, per quanto riguarda le presenze di segretari confederali nazionali, prevede: a Bologna la vice segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso; a Napoli il segretario confederale, Fulvio Fammoni; a Palermo la segretaria confederale, Vera Lamonica; a Reggio Calabria il segretario confederale, Nicola Nicolosi; a Milano il segretario confederale, Enrico Panini; a Cagliari il segretario confederale, Vincenzo Scudiere; a Terni il segretario confederale, Fabrizio Solari.

Nel settore dei trasporti, piloti, assistenti di volo e personale di terra degli aeroporti scioperano per quattro ore dalle 10 alle 14. Sempre di quattro ore, dalle 14 alle 18, lo stop nel trasporto ferroviario. Bus, metro, tram e ferrovie concesse si fermeranno quattro ore secondo modalità stabilite localmente e nel rispetto delle fasce di garanzia.

A Roma dalle 8,30 alle 12.30, a Milano dalle 18 alle 22, a Napoli dalle 9 alle 13, a Torino dalle 17.45 alle 21.45, a Firenze dalle 16.30 alle 20.30, a Venezia dalle 10 alle 13, a Genova dalle 11.30 alle 15.30, a Bologna dalle 19.30 alle 23.30, a Bari dalle 20 alle 24, a Cagliari 9 alle 13 ed a Palermo dalle 9 alle 13. Interessati allo sciopero anche navi e traghetti.

Lo sciopero dalla Cgil contro la manovra ”è un’arma spuntata, è come scioperare contro la pioggia”. Lo dice, a margine della registrazione di Telecamere, il ministro del lavoro, Maurizio Sacconi. ”Onestamente che c’è questo sciopero me lo ricorda lei” esordisce il ministro scherzando che tuttavia aggiunge: “Credo che valga per questo sciopero quello che , in generale, si può dire di questi tempi di un’arma come lo sciopero. Questo è il tempio della cooperazione tra le parti sociali e tra queste e il governo. Itterrompere la produzione dei servizi – ha aggiunto – non aiuta nessuno”.